Artisti, committenti, collezionisti: la Storia dell’Arte attraverso le grandi famiglie romane

Un nuovo percorso per ritrovare la Storia dell’Arte direttamente dentro Roma (ma anche in rapporto con il resto del mondo!)
Con Penelope Filacchione
Lo spartito che vedete nel Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio non è un’invenzione pittorica: è Quam pulchra es, un mottetto di Palestrina pubblicato nel 1584, probabilmente eseguito nella casa del cardinale Del Monte, tra i primi a proteggere il giovane lombardo a Roma. Un dettaglio minuscolo, ma decisivo: ci dice che le opere non nascono nel vuoto, ma dentro relazioni, luoghi, famiglie, corti, abitudini culturali. È questo il punto di partenza del corso.
Roma è una città in cui la storia dell’arte si può leggere direttamente nelle sue strade, nei palazzi, nelle raccolte che nei secoli si sono formate attorno a famiglie potenti, a papi determinati, ad artisti che qui hanno trovato committenze decisive. Molte opere fondamentali della cultura occidentale si trovano a Roma non per caso, ma perché la città è stata il luogo in cui si sono intrecciati potere, gusto, ambizione e capacità volitiva di costruire collezioni che ancora oggi definiscono il nostro sguardo.
Questo corso racconta le storie delle famiglie e dei loro palazzi concepiti come sedi di collezioni, le relazioni con gli artisti, le scelte politiche e culturali che hanno determinato la presenza di opere in luoghi precisi. Allo stesso tempo permette di ripercorrere la storia dell’arte attraverso i capolavori che Roma conserva: marmi antichi, affreschi e mosaici medievali, sculture barocche, dipinti rinascimentali, seicenteschi e neoclassici.
Infine, è un corso che ci restituisce la geografia della città: ci permette di camminare per Roma e sapere perché una statua si trova in quel palazzo, perché un dipinto è rimasto in quella cappella, perché una collezione è nata proprio lì. Roma diventa così leggibile, comprensibile, attraversabile con consapevolezza.
Inizio mercoledì 4 novembre 2026, a mercoledì alterni, dalle 17 alle 19: in presenza, online o registrato su piattaforma disponibile H24 per due anni. In totale 14 lezioni da 2 ore.
NB Certificato di frequenza UNIEDA (Unione Italiana di Educazione degli Adulti) al completamento del corso
PROGRAMMA
Lezione 1 — Il collezionismo romano antico: bottini, portici, ville imperiali
Roma costruisce la propria identità visiva già in età repubblicana e imperiale. Le élite accumulano statue greche provenienti da saccheggi in Grecia e in Oriente: opere prese a Pergamo, Corinto, Atene, portate a Roma come trofei e simboli di dominio. Nascono spazi espositivi come il Portico di Ottavia, il Portico di Filippo, il Tempio di Apollo Sosiano, dove si conservano originali greci e copie romane. Le ville imperiali — soprattutto Villa Adriana — diventano depositi di sculture, rilievi, sarcofagi. Questo patrimonio, sepolto e frammentato, è ciò che riemerge negli scavi tra Quattrocento e Settecento: la base materiale delle collezioni moderne.
Lezione 2 — Prima di Giotto: Arnolfo, Cavallini, Torriti. Poi Giotto e Bonifacio VIII: la città che parla attraverso le immagini
Roma tra XIII e XIV secolo è un cantiere di immagini. Arnolfo di Cambio scolpisce il San Pietro bronzeo e il Monumento di Bonifacio VIII; Cavallini affresca la Madonna dell’Aracoeli e il ciclo parzialmente perduto di Santa Cecilia; Torriti firma il mosaico dell’Assunta in Santa Maria Maggiore. Il Sancta Sanctorum conserva la cappella papale decorata da un maestro anonimo di altissima qualità. In questo contesto arriva Giotto: la Navicella, la Pala Stefaneschi, la Cappella Caetani. Bonifacio VIII usa cerimoniale e liturgia per costruire la propria immagine pubblica. Colonna e Orsini parlano alla città con torri, castelli e cappelle fortificate.
Lezione 3 — Niccolò V e Alessandro VI Borgia: la Roma umanistica e il linguaggio del potere
Niccolò V rifonda Roma attraverso libri, architetture e immagini. La Cappella Niccolina (Beato Angelico) racconta le storie di Santo Stefano e san Lorenzo con una chiarezza nuova. La Biblioteca Vaticana diventa il centro della città umanistica. Con Alessandro VI Borgia il linguaggio si fa più diretto: l’Appartamento Borgia, dipinto da Pinturicchio, unisce teologia, politica e autorappresentazione. Le due committenze mostrano come l’immagine diventa strumento di governo.
Lezione 4 — Sisto IV e Giulio II: la strategia visiva dei papi della Rovere
Sisto IV costruisce la Cappella Sistina, affida a Perugino, Botticelli, Ghirlandaio e Signorelli la decorazione delle pareti, e dona al Popolo Romano bronzi antichi provenienti dal Laterano. Giulio II ridisegna Roma: avvia il nuovo San Pietro, commissiona a Raffaello le Stanze, affida a Bramante il Cortile del Belvedere. Qui colloca statue che diventano simboli della città: il Laocoonte, l’Apoxyomenos, l’Apollo del Belvedere. E poi, soprattutto, Giulio II commissiona la volta della Sistina! Con i Della Rovere nasce una Roma che parla attraverso le opere.
Lezione 5 — I Farnese: palazzi, collezioni, scultura antica
I Farnese costruiscono un palazzo che è insieme residenza e dichiarazione di potere, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane e completato da Michelangelo, che ne definisce la monumentalità e l’impianto scenografico. All’interno, la Galleria dipinta da Annibale Carracci è il punto più alto del classicismo di Primo Seicento, riferimento per tutta la pittura parietale successiva. La collezione nasce dalle grandi scoperte del Cinquecento e si struttura attorno a opere simboliche: l’Ercole Farnese e il Toro Farnese, provenienti dalle Terme di Caracalla; l’Atlante, il Busto di Caracalla e altri marmi che mostrano la forza del ritratto romano. Il cortile diventa un museo privato ante litteram, dove la scultura antica è ordinata secondo criteri di grandezza, autorità e rappresentazione dinastica.
Lezione 6 — I Medici a Roma: Leone X, Clemente VII, Raffaello, la Collezione Altemps e Castel Sant’Angelo
Con Leone X e Clemente VII Roma diventa un laboratorio politico e artistico. Raffaello elabora la sua visione della città come organismo classico e avvia la Lettera a Leone X, che definisce il rapporto tra antichità e papato: così realizza la Villa Madama, capolavoro assoluto dell’architettura rinascimentale commissionata proprio dal papa. La Collezione Altemps attuale è il risultato di stratificazioni: molti capolavori — come il Trono Ludovisi, l’Ares Ludovisi, il Galata suicida, il Sarcofago Grande Ludovisi — provengono dalla collezione Ludovisi e arrivano qui in epoca moderna; altri marmi erano con ogni probabilità già degli Altemps nel Cinquecento, anche se oggi è difficile distinguerli con certezza. Il museo unisce così il collezionismo aristocratico rinascimentale e quello erudito seicentesco. Parallelamente, Castel Sant’Angelo diventa sotto Clemente VII un secondo palazzo papale: fortificazione, archivio, residenza e spazio di rappresentanza, con sale decorate e armerie che raccontano la costruzione dell’immagine medicea nella Roma del primo Cinquecento.
Lezione 7 — I Barberini: Urbano VIII, Bernini, Borromini. Il Trionfo della Divina Sapienza e della Divina Provvidenza
Il Seicento romano nasce con i Barberini. Palazzo Barberini non è ancora museo: è un palazzo politico. Qui si affermano due cicli fondamentali: il Trionfo della Divina Sapienza di Andrea Sacchi e il Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona, che inaugura il grande Barocco decorativo. Bernini e Borromini costruiscono la lingua visiva della famiglia: la Fontana del Tritone, la Cappella Cornaro con l’Estasi di Santa Teresa, San Carlino alle Quattro Fontane.
Lezione 8 — I Pamphilj: Innocenzo X, Velázquez e la quadreria. Committenza, mercato, Roma capitale dell’arte
La famiglia Pamphilj costruisce un palazzo che è insieme casa, museo e dichiarazione di potere. Con Innocenzo X Roma è ormai il centro artistico dell’Occidente: la città attira pittori fiamminghi, spagnoli, napoletani, e il mercato dell’arte è vasto e competitivo. La quadreria nasce da una strategia duplice: commissioni dirette e acquisti sul mercato. Il ritratto di Innocenzo X di Velázquez è il vertice della committenza papale; accanto, il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio, il dipinto più alto della collezione. La raccolta comprende opere fiamminghe di scuola rubensiana, tele spagnole del Seicento e ritratti che raccontano una Roma cosmopolita.
Lezione 9 — I Borghese: Scipione, Caravaggio e il museo barocco
Scipione Borghese costruisce una collezione rapidissima e ambiziosa, trasformando la sua villa in un museo barocco ante litteram. Il cuore della raccolta è il nucleo dei sei Caravaggio conservati in Galleria Borghese — il Bacco, il Ragazzo con canestro di frutta, la Madonna dei Palafrenieri, il San Girolamo scrivente, il San Giovanni Battista e il Davide con la testa di Golia — che mostrano la forza drammatica e la modernità del pittore. Accanto ai Caravaggio, Scipione commissiona a Bernini i grandi gruppi scultorei che definiscono il Barocco romano: Apollo e Dafne, Ratto di Proserpina, David ed Enea, Anchise e Ascanio, sculture che trasformano il mito in movimento e il marmo in racconto. La quadreria si completa con capolavori del Rinascimento e del Manierismo, come Amor sacro e Amor profano di Tiziano, la Deposizione Baglioni di Raffaello e il Paesaggio con la fuga in Egitto di Annibale Carracci. La Galleria Borghese nasce così come spazio privato ma già orientato alla visione pubblica, un luogo dove la collezione diventa racconto e la famiglia Borghese costruisce la propria immagine attraverso la qualità delle opere.
Lezione 10 — I Ludovisi e gli Altemps: scultura antica e gusto europeo
Il Seicento romano non è solo Barocco: è anche una stagione di riscoperta dell’antico guidata da famiglie che trasformano la scultura classica in un linguaggio di prestigio e conoscenza. Tra queste, i Ludovisi hanno un ruolo decisivo. Il cardinale Ludovico Ludovisi costruisce in pochi anni una collezione che diventa modello europeo: una raccolta selettiva, erudita, attenta alla qualità e alla rarità dei marmi. La Villa Ludovisi ospita opere che diventeranno celebri in tutta Europa: il Galata suicida, il Trono Ludovisi, l’Ares Ludovisi, il Sarcofago Grande Ludovisi. Sono marmi studiati, disegnati, discussi dagli antiquari, al centro di un dialogo internazionale sul significato dell’arte antica. In epoca moderna, molti di questi marmi confluiscono in Palazzo Altemps, dove si intrecciano con le raccolte della famiglia Altemps, creando un insieme che racconta due modi diversi di guardare all’antico: quello aristocratico del Cinquecento e quello erudito del Seicento. Il gusto Ludovisi segna una svolta: la scultura antica diventa strumento di conoscenza e fondamento della cultura visiva moderna.
Lezione 11 — Dai bronzi di Sisto IV (1471) a Clemente XII (1734): la nascita del museo pubblico
Sisto IV dona bronzi antichi provenienti dal Laterano, inaugurando l’idea di un patrimonio civico. Nei secoli la collezione cresce attraverso acquisizioni e recuperi archeologici: molti marmi arrivano da Villa Adriana, altri sono restauri seicenteschi. La collezione si definisce con opere emblematiche: la Venere Capitolina, i Centauri di Furietti, il Galata morente, il Camillo, la Lupa Capitolina, il Spinario. Con Clemente XII i Musei Capitolini aprono al pubblico: il primo museo moderno.
Lezione 12 — Villa Albani: Albani, Winckelmann, Mengs e il Neoclassicismo
Nel Settecento Roma diventa il centro della nuova cultura antiquaria europea, e Villa Albani è il luogo dove questa trasformazione prende forma. Il cardinale Alessandro Albani costruisce una collezione che non è solo raccolta di marmi, ma progetto intellettuale: sculture e rilievi antichi vengono scelti con criteri filologici, ordinati per temi, confrontati tra loro, trasformati in strumenti di studio. Opere come l’Antinoo Albani, il Sarcofago con il mito di Meleagro e i grandi rilievi della villa diventano modelli per la definizione del “bello ideale”. Qui lavora Winckelmann, che proprio a Villa Albani elabora la prima storia dell’arte moderna, fondata sulla distinzione tra stili, epoche e qualità formale. Accanto a lui, Mengs definisce l’immagine del Neoclassicismo con il Parnaso, un dipinto che traduce in pittura l’ideale antico studiato nelle sale della villa. Villa Albani diventa così un laboratorio europeo: un luogo dove la scultura antica non è solo conservata, ma interpretata, e dove nasce una nuova idea di classicità.
Lezione 13 — Le ultime acquisizioni Borghese nel Settecento
Il Settecento borghesiano è un secolo di trasformazioni: la collezione si amplia, si aggiorna, si confronta con il gusto internazionale. Entrano in raccolta marmi antichi restaurati, dipinti europei, opere che riflettono la circolazione artistica del tempo. La famiglia continua a selezionare opere che dialogano con il proprio patrimonio seicentesco, mantenendo una linea di gusto coerente e riconoscibile. Questa continuità porta, all’inizio dell’Ottocento, alla Paolina Borghese di Canova, che chiude idealmente la storia della collezione: un’opera moderna che si inserisce nel solco della scultura antica, trasformando il linguaggio classico in forma contemporanea. Le acquisizioni del Settecento mostrano una famiglia che non si limita a conservare, ma aggiorna e interpreta il proprio museo privato, mantenendo vivo il rapporto con Roma e con l’Europa.
Lezione 14 — Roma moderna: palazzi, famiglie, papi. La città come museo
La Roma moderna nasce dalla somma di collezioni private, palazzi familiari e scelte papali. Le opere che oggi consideriamo “pubbliche” erano nuclei familiari: Farnese, Borghese, Ludovisi, Pamphilj. Il museo è il risultato di secoli di accumulo: un archivio visivo che diventa patrimonio della città. La conclusione guarda alla lunga durata: come queste collezioni si trasformano, come diventano parte della città, come definiscono ancora oggi la percezione di Roma.
MODALITA’ DI ISCRIZIONE
Quota di partecipazione intero corso 225 euro da versare in anticipo in unica soluzione (220 nel caso di più corsi). Si può assistere anche a una sola lezione in presenza o online, con la quota di 18 euro. Il corso è riservato ai soci con tessera associativa attiva (25 euro annui inclusa assicurazione R.C.). Tutte le tessere ancora attive vanno rinnovate a partire dal 1° gennaio 2026.
Se non ricordi come associarti clicca QUI
Info e iscrizioni: artsharing.roma@gmail.com 338-9409180 392-2309098
La partecipazione al 70% delle ore dà il diritto all’attestato di frequenza UNIEDA per l’Educazione permanente degli adulti.
[Immagine: Caravaggio, Il Riposo dalla Fuga in Egitto, 1597 Galleria Doria Pamphilj Roma – Licenza Wikimedia Commons]