Cristiano Quagliozzi | Milena Scardigno, Matrici temporali. 21 settembre-12 ottobre 2024

da | Ago 26, 2024 | 0 commenti

Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno presentano Matrici temporali, la loro mostra di incisione a quattro mani in collaborazione con Art Sharing Roma e a cura di Penelope Filacchione, da sabato 21 settembre a sabato 12 ottobre 2024

Da dove nasce questo bisogno impellente di misurare il tempo?

E, una volta misurato, come superare il profondo senso di impermanenza e insondabilità che ci attanaglia?

Antropologicamente parlando, la misura del Tempo è nata con l’Umanità stessa: la percezione dello scorrere naturale delle stagioni, il bisogno di organizzare i lavori agricoli, di sfruttare al meglio le ore di luce e di buio fanno parte della nostra evoluzione.

Gli astri del giorno e della notte governano la vita su questo pianeta, ma quando cala il buio la cosa si fa più complessa. Nelle ombre serali, nella profondità vertiginosa di un cielo stellato, la misura immediata si perde, il controllo sulla vita si affievolisce e ci abbandoniamo a quella morte provvisoria che è il sonno (Hypnos): durante il sonno il tempo diventa relativo, i sogni dilatano i secondi, la vita passa a una dimensione non misurabile entrando in conflitto con il conteggio metrico

Ed è lì che entra in gioco il divino.

“Amor che muove il sole e l’altre stelle” scriveva Dante: il motore immobile del nostro tempo esiste al di fuori di esso, stabilisce regole alle quali non gioca, governa le nostre azioni anche malgrado le nostre azioni.

Ecco che, a qualunque latitudine, da millenni i calendari e gli oroscopi con i loro intrecci di costellazioni servono l’umanità per ricordare a sé stessa la duplicità del tempo.

Il tempo “matematico” – mi perdoneranno gli scienziati per l’uso eterodosso del termine – è un calcolo di ore, giorni, settimane, mesi, anni, che cerca di dare un ordine razionale, intellettivamente sostenibile, al tempo degli uomini: è il calendario, da Kalendae, il primo giorno del mese per i latini.

Un nuovo inizio, il conto degli inizi.

Ma già mesi e giorni sono dedicati a divinità e le loro identità sono cercate nel cielo e nelle stagioni: Giano bifronte guarda il Solstizio d’inverno appena passato e quello d’estate, che arriverà nel mese di Juno, la moglie di Zeus. All’inizio dell’estate.

La ciclicità del calendario è di per sé rassicurante, è la certezza di un ritorno: io stessa, che scrivo nel XXI secolo, adoro dedicare il primo giorno dell’anno ad inaugurare il nuovo calendario, che aspetta intonso il suo turno, segnando su di esso gli impegni futuri. Un piccolo rito personale che mi dà il senso di un tempo ben speso.

Perché, quando il tempo si interrompe accadono eventi eccezionali e nefasti, come l’eclissi di Sole alla morte di Cristo (Dio ucciso dagli uomini) o la cometa di Halley che annuncia l’arrivo del Messia, ma anche l’inizio della sanguinosa invasione normanna in Inghilterra: un evento segnato dal fato, che nelle stelle già si avvera.

I segni nel cielo significano sempre qualcosa per l’umanità.

Tutti noi guardiamo alle stelle, ci affidiamo all’astrologia a volte senza neanche confessarcelo, altre volte con aspettativa speranzosa.

Nell’era dei sistemi binari non siamo tanto diversi dai nostri progenitori, che scandagliavano il cielo per sapere come avrebbero influenzato il destino.

Ecco perché, visivamente parlando, i calendari di qualsiasi epoca e latitudine contengono infiniti simboli allegorici: perché da millenni, accanto alla routine quotidiana, l’Umanità coltiva aspettative diverse, che colmino lo spirito di desideri inespressi e speranze non dette.

Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno si sono dedicati con grande intensità alle opere di questa mostra, che illustrano un oggetto così prosaico, eppure così misticamente necessario da essere uno dei temi iconografici più diffusi nella storia dell’arte di ogni epoca:

Cristiano e Milena sono anche una coppia nella vita da alcuni anni, una collaborazione che è nata sul campo di lavoro dove subito le due personalità hanno trovato modo di esprimersi e confrontarsi nel disegno e nella stampa d’arte.

Le loro incisioni profondamente meditate raccontano, come da tradizione, i mesi e le costellazioni in un lavoro a quattro mani, ma in una maniera personalissima che distingue chiaramente le due personalità artistiche. Hanno esplorato a lungo le infinite simbologie legate al calendario e alle costellazioni, da quelle delle tradizioni popolari alle più esoteriche, ma anche riferimenti personali nascosti in bella vista, con una grande attenzione alla ricerca formale e cromatica: le loro suggestioni sublimate si sono distaccate dal riferimento didascalico, relativizzandolo e facendone una nuova matrice.

In questo progetto Cristiano racconta i mesi, ciò che è alla luce del giorno, in una collezione di dodici acqueforti ricche di riferimenti alla tradizione, in un brulicare di figure che rimanda a certe visioni surrealiste di Alberto Savinio, De Chirico e perfino alcune opere di Picasso. Nel procedere nel lavoro ha sfidato sé stesso e la materia, cercando nel tratteggio dell’acquaforte un segno sempre più personale.

A Milena spetta la parte femminile del progetto: le sue dodici linoleografie raccontano la notte e le sue stelle, misteriosi segni elegantemente art déco che riecheggiano Aubrey Beardsley, ai quali affidiamo presagi e desideri. Ciascuna di esse riporta il segno zodiacale e la costellazione relativa, ma lavorando sulla composizione formale in modo di rendere per ciascuna l’energia, il mistero, la quiete o l’esuberanza attraverso il gesto rotondo e calligrafico e la scelta del colore.

Nell’insieme il calendario diventa così un rebus da decifrare osservandolo con attenzione, spaziando nella storia e nella storia dell’arte.

Un lavoro che, anche nella tecnica, mette insieme gli opposti complementari nel negativo/positivo di calcografia e linoleografia, perfettamente equilibrato come sono gli artisti che lo hanno ideato.

Non si tratta qui di attribuire un “genere” all’arte, ma di una spontanea organizzazione del lavoro dei due artisti, che hanno autonomamente scelto di confrontarsi su questi temi: due persone che condividono il quotidiano e che hanno la forza e l’equilibrio di affiancarsi anche artisticamente.

Perché, in fondo, “Non è nelle stelle il segno del nostro destino, ma in noi stessi” (W. Shakespeare, Giulio Cesare).

 

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Milena Scardigno: più info QUI

VENTESIMA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO AMACI

Il 12 ottobre 2024 ore 18.00 talk: Non è nelle stelle il segno del nostro destino 

Il tema della Giornata del Contemproaneo 2024 è l’accessibilità come libertà, sia essa materiale, morale, di esperienza e di vita. La giornata cade quest’anno durante la mostra prevista Cristiano Quagliozzi | Milena Scardigno, Matrici temporali: i due artisti hanno lavorato a quattro mani su 24 incisioni, rispettivamente in calcografia e linoleografia, sul tema del calendario e dell’oroscopo, intesi sia come misura del tempo fisico, sia come aspettativa e speranza di tempi e di opportunità diverse. Nonostante le nostre conoscenze scientifiche, e anzi proprio grazie ad esse, oggi il tempo non è più considerato unilineare, ciononostante l’Umanità ancora cerca nelle stelle anche il segno di una predestinazione che può essere gioco, ma che può diventare limite e perfino prigione emotiva.

Proprio per questo, gli artisti, in un contesto di rimandi, alternanze e coincidenze, hanno inserito nelle loro matrici elementi simbolici diversi, che da un lato riferiscono alla tradizione e dall’altro giocano liberamente e in maniera surreale con i simboli, rivendicando semmai al tempo del sogno e dell’inconscio la possibilità della libertà interiore, la prima necessaria affinché si possano abbattere le barriere psicologiche che impediscono la consapevolezza e l’emancipazione.

 INFO PRATICHE 

Cristiano Quagliozzi | Milena Scardigno

Matrici temporali

21 settembre-12 ottobre 2024

A cura di Penelope Filacchione

Art Sharing Roma

Via Giulio Tarra 64 – 00151

Opening 21 settembre ore 17-21

Orari mostra: da martedì a sabato ore 17-20. Altri orari su appuntamento.

INGRESSO LIBERO

Contatti: artsharing.roma@gmail.com | 338-9409180

Ufficio stampa: ufficiostampa@artsharingroma.it

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