La Grande Storia attraverso il Cinema. Il Cinema attraverso le storie. Corso 2026-27

da | Set 4, 2026 | 0 commenti

Un corso di Storia fuori dagli schemi attraverso il grande Cinema, la storia del grande cinema attraverso le storie raccontate. 

Con Penelope Filacchione

Il cinema racconta storie, e nel farlo finisce sempre per raccontare anche la Storia, quella con la S maiuscola, che attraversa epoche, luoghi e trasformazioni. Non serve che un film sia drammatico per farlo: la Storia passa anche attraverso l’umorismo, la tenerezza, la satira, le scene minime. Il cinema usa tutti i toni che possiede, e proprio per questo è uno strumento così efficace per capire come siamo arrivati fin qui.

Fin dall’inizio, l’interesse delle case di produzione è stato legato a quello del pubblico, ma non solo: spesso lo ha modellato, indirizzato, talvolta persino educato. Fare cinema è sempre un modo di fare politica, nel senso della polis — cioè della vita collettiva — e nel senso della propaganda, quando l’immagine diventa strumento di persuasione. Un film non è mai “solo” un film: è sempre un occhio acuto che osserva, interpreta, seleziona, e restituisce il mondo secondo una certa prospettiva.

Scegliere quali opere includere non è stato semplice. La produzione è immensa, le possibilità molte, e ogni selezione lascia inevitabilmente qualcosa fuori. Ho raccolto i film che mi sembrano più significativi, senza pretendere che siano gli unici possibili. È probabile che, lezione dopo lezione, parlando insieme, ne verranno altri, e sarà naturale aggiungerli, spostarli, discuterli: il corso è una struttura, non una gabbia.

Vedremo spezzoni, leggeremo schede, e cercheremo di capire il contesto in cui i film sono nati, gli episodi della storia che raccontano e il modo in cui lo fanno. Ogni opera porta con sé anche qualche curiosità, qualche dettaglio laterale che spesso illumina più della trama. Sarà un percorso ordinato, ma non rigido: la Storia procede per linee, il cinema per deviazioni, e noi ci muoveremo tra le une e le altre con la libertà che serve per capire davvero.

Inizio mercoledì 28 ottobre 2026, a mercoledì alterni, dalle 17 alle 19: in presenza, online o registrato su piattaforma disponibile H24 per due anni. In totale 14 lezioni da 2 ore.

  NB Certificato di frequenza UNIEDA (Unione Italiana di Educazione degli Adulti) al completamento del corso 

PROGRAMMA

1-Introduzione: la nascita del linguaggio cinematografico

La lezione introduce il cinema nei suoi elementi fondamentali, quando il racconto si affida al gesto e alla costruzione dello spazio. La febbre dell’oro (1925, Charles Chaplin; Charles Chaplin) e Il circo (1928, Charles Chaplin; Charles Chaplin) mostrano come l’immagine possa sostenere la narrazione senza ricorrere alla parola. I fratelli Marx, con Duck Soup (1933, Leo McCarey; Groucho, Harpo, Chico Marx), evidenziano l’importanza del ritmo comico e della parola come strumento di sovversione. Metropolis (1927, Fritz Lang; Brigitte Helm, Gustav Fröhlich) affronta la città industriale e le sue gerarchie, mentre Cantando sotto la pioggia (1952, Stanley Donen, Gene Kelly; Gene Kelly, Debbie Reynolds) documenta il passaggio dal muto al sonoro e le sue conseguenze formali. Con La dolce vita (1960, Federico Fellini; Marcello Mastroianni, Anita Ekberg) e 8½ (1963, Federico Fellini; Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale), il cinema diventa consapevole dei propri mezzi e della distanza tra realtà e rappresentazione.

2 –Antichità: mito, impero, identità

La lezione esamina il mondo antico come spazio di costruzione politica e narrativa. Cabiria (1914, Giovanni Pastrone; Italia Almirante Manzini) inaugura il kolossal italiano, mentre Scipione l’Africano (1937, Carmine Gallone; Annibale Ninchi) mostra l’uso dell’antico nella propaganda fascista. Ulisse (1954, Mario Camerini; Kirk Douglas, Silvana Mangano) e Ben-Hur (girato a Cinecittà e uscito 1959, William Wyler; Charlton Heston) appartengono alla stagione hollywoodiana che interpreta il mito come grande racconto morale. Spartacus (1960, Stanley Kubrick; Kirk Douglas, Laurence Olivier) propone una lettura politica della rivolta degli schiavi, e Cleopatra (1963, Joseph L. Mankiewicz; Elizabeth Taylor, Richard Burton) segna il culmine del modello produttivo del kolossal. Troy (2004, Wolfgang Petersen; Brad Pitt, Eric Bana) rilegge il mito con criteri contemporanei. Odissea (2026, Christopher Nolan; Matt Damon, Anne Hathaway) affronta il poema come struttura del viaggio e della memoria.

3 – La Bibbia: storie tra Antico e Nuovo Testamento. Sacro, morale, politica

La lezione considera le rappresentazioni bibliche come forme di riflessione morale e politica. I dieci comandamenti (1956, Cecil B. DeMille; Charlton Heston, Yul Brynner) utilizza il racconto sacro come grande narrazione etica. Il Vangelo secondo Matteo (1964, Pier Paolo Pasolini; Enrique Irazoqui) propone una lettura rigorosa e priva di retorica. La Bibbia (1966, John Huston; Michael Parks, Ava Gardner) tenta una sintesi narrativa dell’Antico Testamento, mentre Gesù di Nazareth (1977, Franco Zeffirelli; Robert Powell, Anne Bancroft) costruisce un’immagine del sacro di ampia diffusione televisiva. La passione di Cristo (2004, Mel Gibson; Jim Caviezel, Monica Bellucci) concentra l’attenzione sulla dimensione fisica del martirio.

4 – Medioevo: il potere, l’eresia, la satira

La lezione analizza il Medioevo come luogo di potere e di conflitto. L’armata Brancaleone (1966, Mario Monicelli; Vittorio Gassman) e Brancaleone alle crociate (1970, Mario Monicelli; Vittorio Gassman) utilizzano la parodia per mostrare la precarietà delle strutture sociali. Excalibur (1981, John Boorman; Nigel Terry, Helen Mirren) restituisce il ciclo arturiano in chiave simbolica. Il nome della rosa (1986, Jean‑Jacques Annaud; Sean Connery, Christian Slater), tratto dal romanzo di Umberto Eco, affronta il tema dell’eresia e del controllo del sapere nel contesto monastico.

5 – Rinascimento: viaggi, scoperte e artisti

La lezione osserva il Rinascimento come periodo di trasformazioni politiche e culturali. 1492 – La conquista del paradiso (1992, Ridley Scott; Gérard Depardieu, Sigourney Weaver) rappresenta l’espansione europea. La regina Margot (1994, Patrice Chéreau; Isabelle Adjani, Daniel Auteuil) mostra la violenza delle guerre di religione. Shakespeare in Love (1998, John Madden; Joseph Fiennes, Gwyneth Paltrow) descrive il contesto teatrale elisabettiano. Il mestiere delle armi (2001, Ermanno Olmi; Christo Jivkov) ricostruisce la crisi della cavalleria. Leonardo – Il genio a Milano (2016, Luca Lucini; Alessandro Haber) e Michelangelo – Infinito (2018, Emanuele Imbucci; Enrico Lo Verso) documentano l’attività degli artisti nel rapporto con potere e istituzioni.

6 – Illuminismo: rivoluzioni, ancien régime

La lezione affronta il passaggio tra ancien régime e modernità. Barry Lyndon (1975, Stanley Kubrick; Ryan O’Neal) ricostruisce la società europea del Settecento, mentre Marie Antoinette (2006, Sofia Coppola; Kirsten Dunst) propone una lettura del periodo pre‑rivoluzionario centrata sulla figura della sovrana. Senso (1954, Luchino Visconti; Alida Valli, Farley Granger) e Il Gattopardo (1963, Luchino Visconti; Burt Lancaster, Alain Delon) mostrano la dissoluzione delle strutture aristocratiche in Italia durante il Risorgimento.

7 – Ottocento italiano: Roma papalina, Risorgimento, identità nazionale

La lezione esamina l’Ottocento come periodo di trasformazioni politiche. Via col vento (1939, Victor Fleming; Vivien Leigh, Clark Gable),  il primo grande Kolossal in Technicolor, mostra la guerra civile americana. La Tosca (1973, Luigi Magni; Monica Vitti, Gigi Proietti), In nome del Papa Re (1977, Luigi Magni; Nino Manfredi) e Il marchese del Grillo (1981, Mario Monicelli; Alberto Sordi) descrivono la Roma papalina. In nome del popolo sovrano (1990, Luigi Magni; Nino Manfredi) ricostruisce gli eventi del 1849. Lincoln (2012, Steven Spielberg; Daniel Day‑Lewis) analizza il processo legislativo che porta all’abolizione della schiavitù.

8 – Fascismo, totalitarismi, propaganda

La lezione considera il rapporto tra cinema e potere. Il trionfo della volontà (1935, Leni Riefenstahl; Adolf Hitler) è un film di propaganda nazista che utilizza l’immagine come strumento di legittimazione politica. Il grande dittatore (1940, Charles Chaplin; Charles Chaplin) propone una critica diretta del totalitarismo. Il conformista (1970, Bernardo Bertolucci; Jean‑Louis Trintignant) analizza la psicologia dell’adesione al regime. Cabaret (1972, Bob Fosse; Liza Minnelli) mostra l’affermazione del nazismo nella Repubblica di Weimar. Novecento (1976, Bernardo Bertolucci; Robert De Niro, Gérard Depardieu) e Una giornata particolare (1977, Ettore Scola; Sophia Loren, Marcello Mastroianni) descrivono la vita quotidiana durante il fascismo. La caduta (2004, Oliver Hirschbiegel; Bruno Ganz) ricostruisce gli ultimi giorni del regime hitleriano.

9 – Seconda guerra mondiale: occupazione, Resistenza, Shoah

La lezione affronta le rappresentazioni della guerra. Roma città aperta (1945, Roberto Rossellini; Anna Magnani) e Paisà (1946, Roberto Rossellini; vari interpreti), momenti fondativi del neorealismo, documentano occupazione e Resistenza. La ciociara (1960, Vittorio De Sica; Sophia Loren) e Tutti a casa (1960, Luigi Comencini; Alberto Sordi) mostrano la disgregazione delle strutture civili. Schindler’s List (1993, Steven Spielberg; Liam Neeson) e Il pianista (2002, Roman Polanski; Adrien Brody) affrontano la Shoah. La vita è bella (1997, Roberto Benigni; Roberto Benigni, Nicoletta Braschi) utilizza il racconto familiare. Salvate il soldato Ryan (1998, Steven Spielberg; Tom Hanks) e Dunkirk (2017, Christopher Nolan; Fionn Whitehead) analizzano le operazioni belliche. Il mandolino del capitano Corelli (2001, John Madden; Nicolas Cage, Penélope Cruz) colloca la vicenda nell’occupazione italiana in Grecia. Concludiamo con C’è ancora domani (2023, Paola Cortellesi alla regia e sul set) per il voto alle donne al referendum del 1946. 

10 – Guerra fredda: le ideologie, lo spionaggio, la paranoia, il trauma del Vietnam

La lezione esamina le tensioni della Guerra fredda. Il dottor Stranamore (1964, Stanley Kubrick; Peter Sellers) affronta la deterrenza nucleare. La conversazione (1974, Francis Ford Coppola; Gene Hackman) analizza controllo e sorveglianza. Tutti gli uomini del presidente (1976, Alan J. Pakula; Robert Redford, Dustin Hoffman) documenta il caso Watergate. Apocalypse Now (1979, Francis Ford Coppola; Martin Sheen) e Full Metal Jacket (1987, Stanley Kubrick; Matthew Modine) rappresentano il trauma del Vietnam. Good Bye Lenin! (2003, Wolfgang Becker; Daniel Brühl) è una chicca poco conosciuta, divertente e tenero, che mostra le trasformazioni della Germania est dopo la caduta del Muro.

11 – Modernità industriale tra lavoro e alienazione

La lezione affronta la modernità industriale. Tempi moderni (1936, Charles Chaplin; Charles Chaplin) analizza la catena di montaggio. La classe operaia va in paradiso (1971, Elio Petri; Gian Maria Volonté) descrive la condizione operaia. Network (1976, Sidney Lumet; Peter Finch, Faye Dunaway) affronta il ruolo dei media. Padre padrone (1977, Paolo e Vittorio Taviani; Omero Antonutti) mostra il passaggio dall’autorità familiare all’autonomia individuale.

12 – Diritti civili, movimenti sociali e nuove identità

La lezione considera le trasformazioni sociali del secondo Novecento. Il buio oltre la siepe (1962, Robert Mulligan; Gregory Peck) affronta la discriminazione razziale. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, Elio Petri; Gian Maria Volonté) analizza il rapporto tra potere e responsabilità. C’eravamo tanto amati (1974, Ettore Scola; Nino Manfredi, Vittorio Gassman) e La terrazza (1980, Ettore Scola; Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi) descrivono le aspettative della generazione politica del dopoguerra. Milk (2008, Gus Van Sant; Sean Penn) documenta il movimento per i diritti civili LGBT. Django Unchained (2012, Quentin Tarantino; Jamie Foxx, Christoph Waltz) e 12 anni schiavo (2013, Steve McQueen; Chiwetel Ejiofor) affrontano la storia della schiavitù. Selma (2014, Ava DuVernay; David Oyelowo) ricostruisce la marcia del 1965. Concludiamo con il bellissimo Capitani d’Aprile (2000, Maria de Medeiros; Stefano Accorsi, Joaquim de Almeida), che racconta la Rivoluzione dei Garofani del 1974 in Portogallo, quando l’esercito restituì il paese al popolo dopo quasi un cinquantennio di dittatura. 

13 – Anni di piombo: terrorismo, Stato, potere

La lezione analizza terrorismo e potere. Z – L’orgia del potere (1969, Costa‑Gavras; Yves Montand) affronta la repressione politica. Il caso Mattei (1972, Francesco Rosi; Gian Maria Volonté) e Cadaveri eccellenti (1976, Francesco Rosi; Lino Ventura) analizzano i rapporti tra potere economico e istituzioni. Il caso Moro (1986, Giuseppe Ferrara; Gian Maria Volonté), tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia, ricostruisce il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro. Munich (2005, Steven Spielberg; Eric Bana) affronta le conseguenze dell’attentato alle Olimpiadi del 1972. Syriana (2005, Stephen Gaghan; George Clooney) analizza le dinamiche geopolitiche contemporanee. La prima linea (2009, Renato De Maria; Riccardo Scamarcio) ricostruisce la storia della sinistra armata italiana.

14 – XXI secolo: migrazioni, crisi, nuove identità, distopie

La lezione considera le trasformazioni del mondo contemporaneo. Lamerica (1994, Gianni Amelio; Enrico Lo Verso) affronta la migrazione. Terraferma (2011, Emanuele Crialese; Filippo Pucillo) e Fuocoammare (2016, Gianfranco Rosi; Samuele Pucillo) documentano il Mediterraneo come luogo di transito. Babel (2006, Alejandro González Iñárritu; Brad Pitt, Cate Blanchett) analizza la frammentazione della comunicazione globale. A Ciambra (2017, Jonas Carpignano; Pio Amato) ambientato in Calabria, tra Rom, immigrati e braccianti a giornata, descrive la vita di una comunità marginalizzata. Nomadland (2020, Chloé Zhao; Frances McDormand) affronta la precarietà economica. Non si può mancare di accennare a Brazil, capolavoro sul controllo sociale (Terry Gilliam 1985, con Jonathan Pryce, Robert De Niro, Kim Greist). E ovviamente qui Arancia Meccanica ((1971, Stanley Kubrick; Malcolm McDowell, Patrick Magee): il film, che ancora oggi divide per la sua violenza visiva, è un capolavoro di rappresentazione dell’effetto del controllo forzato che la società impone agli individui, soluzioni che sono peggiori del male. Chiudiamo con il capolavoro Blade Runner (1982, Ridley Scott; Harrison Ford), con la colonna sonora eccezionale di Vangelis: il riferimento è quanto mai attuale rispetto alla robotica e alle IA e, nonostante sia vecchio ormai di decenni, resta uno dei più bei film girati nel secondo Novecento. 

 

MODALITA’ DI ISCRIZIONE

Quota di partecipazione intero corso 225 euro da versare in anticipo in unica soluzione (220 nel caso di più corsi). Si può assistere anche a una sola lezione in presenza o online, con la quota di 18 euro. Il corso è riservato ai soci con tessera associativa attiva (25 euro annui inclusa assicurazione R.C.). Tutte le tessere ancora attive vanno rinnovate a partire dal 1° gennaio 2026.

Se non ricordi come associarti clicca QUI

 Info e iscrizioni: artsharing.roma@gmail.com 338-9409180  392-2309098

La partecipazione al 70% delle ore dà il diritto all’attestato di frequenza UNIEDA per l’Educazione permanente degli adulti.

[Immagine: Caravaggio, Il Riposo dalla Fuga in Egitto, 1597 Galleria Doria Pamphilj Roma – Licenza Wikimedia Commons]