MIRRORS#1 Lorenzo Cappella | Davide Miceli – Da grandi, moriremo

MIRRORS#1
Dal 23 maggio al 21 giugno 2025, la prima mostra del progetto MIRRORS: Lorenzo Cappella e Davide Miceli “Da grandi, moriremo” a cura di Emiliano Coletta e Penelope Filacchione.
Cos’è MIRRORS? Prima di tutto un osservatorio e un contenitore riservato ad artisti giovani e in formazione, che agisce mettendoli a confronto fra loro, ma anche in confronto generazionale con il pubblico e i curatori, permettendo loro di portare avanti istanze sulle quali sentono il bisogno di esprimersi attraverso l’arte.
Proprio per questo le mostre proposte da MIRRORS avranno di volta in volta un proprio titolo a seguire, ad individuare il filo conduttore.
Lavorando da anni nel contesto delle Accademie e vedendo la difficoltà degli studenti d’arte sia durante la formazione, sia soprattutto a seguire, MIRRORS è stato ideato come progetto curatoriale con un risvolto formativo: offre spazio gli artisti a inizio carriera seguendoli in tutti i passaggi e le esigenze del mestiere dell’arte, permettendo loro di esporre in una città e un Paese che di spazio ai giovani ne danno poco in generale, un luogo dove per chiunque è difficile iniziare e portare avanti con costanza una carriera. (Emiliano Coletta)
“Cosa farai da grande?”: una domanda innocente che spesso rivolgiamo ai bambini, facendoci sorprendere dalle loro grandi aspettative.
Durante il primo incontro con Lorenzo Cappella e Davide Miceli, ho chiesto loro di scegliere tre parole chiave che definissero il lavoro di ciascuno, cercando punti di tangenza: da questo semplice gioco sono venute fuori le coincidenze tra conflitto, personaggio, mostro/Storia, alle quali si è aggiunta con prepotenza la persona/maschera. La maschera è un simbolo antico e forte, che non identifica solo la finzione, ma è soprattutto lo strumento che utilizziamo per conoscere l’Altro, per identificarci con la realtà esterna e rispondere ad essa: in guerra, in teatro, nella magia, la maschera è lo strumento che spersonalizza chi la indossa, rendendolo però più potente, più adatto sfidare e modificare il contesto. La maschera risponde in sostanza alla dinamica conflittuale che anima tutti i nostri rapporti, punto chiave della ricerca sia per Lorenzo Cappella, sia per Davide Miceli.
Il conflitto e la maschera, intesi ora come celare energicamente la figura attraverso il colore e la materia plastica della scultura, sono un punto di giunzione anche visivo nei lavori dei due artisti, con segni che svelano e nascondono, che propongono e sottraggono.
Un lavoro che, per tutti e due, si concentra su immagini affioranti da un momento biografico per loro non troppo lontano, nel disegno d’infanzia, nella memoria delle interminabili sfide a carte degli anziani sulla piazza del paese. Vale a dire, i primi luoghi dove hanno sperimentato come esistere sia sempre un’operazione conflittuale, verso l’esterno, ma anche e profondamente verso l’interno.
Il conflitto non può che portare alla morte di qualcosa, ogni compromesso – non importa se positivo o negativo – fa metaforicamente morire una parte di noi. Perfino creare un’opera d’arte, paradossalmente, significa uccidere la sua esistenza più fervida, immaginaria e creativa, per cristallizzarla nel mondo.
In fin dei conti è l’eterno dilemma di Amleto e Bardamu, se essere o no, se la gran fatica dell’esistenza non è forse insomma nient’altro che questo gran darsi da fare per restare ragionevoli venti, quarant’anni, o più, per non essere semplicemente, profondamente se stessi oppure non bisogna prender l’armi contro un mare di guai e, contrastandoli, por fine ad essi?
Forse, dato che l’unica certezza che ci portiamo dietro è che da grandi moriremo, non ci resta che indossare la maschera per la battaglia cercando di continuare a esistere.
Fintanto che non saremo, davvero, troppo grandi. (Penelope Filacchione)
LORENZO CAPPELLA
Classe 1999, vive e lavora a Roma. La ricerca di Lorenzo Cappella nasce da un impulso interiore profondo, da un movimento emotivo che affiora dalla memoria e si traduce in gesto pittorico. I soggetti sono figure, paesaggi, ritratti, ma sono pretesti, porte d’accesso a una realtà più autentica, che va oltre la superficie. L’atto pittorico diventa esplorazione analitica: rompere un oggetto e smontarlo per guardalo dall’interno e studiarne i componenti. L’indagine non si ferma al dato sensibile, ma si estende alla relazione tra soggetto e oggetto, tra percezione e verità. In questo senso, la pittura si configura come un punto di incontro tra l’esperienza soggettiva e l’oggettività del mondo, restituendo allo sguardo dello spettatore un’immagine della realtà filtrata dall’occhio interiore dell’artista.
Maggiori info su di lui le trovate QUI
DAVIDE MICELI
Classe 1999, vive e lavora a Roma. La sua ricerca artistica si configura come un’indagine sulla solitudine esistenziale, intesa non come condizione marginale, ma come spazio privilegiato di confronto con l’opera d’arte. In questa prospettiva, le espressioni del vivere umano — al di là dei media tradizionali come la scultura o il disegno — si trasformano in strumenti di disturbo all’interno di un processo comunicativo già precario tra due soggettività.
Miceli persegue consapevolmente una forma di auto-esclusione dal proprio lavoro, cercando il paradossale “privilegio” di perdersi in esso. La sua pratica si articola attorno alla dissoluzione dell’io attraverso l’altro, generando un’ossessione per la figura, per il personaggio, per l’entità singolare come veicolo di alienazione.
Dal 2024, l’artista si confronta con una contraddizione interna alla propria metodologia: la sua naturale affinità con la scultura e il disegno — tecniche attraverso cui riesce quasi inevitabilmente a dare corpo e coerenza a ogni intuizione — si pone in contrasto con la sua esigenza di disgregazione e disidentificazione. Tale tensione lo spinge verso materiali e processi volutamente inappropriati rispetto alla fedeltà progettuale, in un tentativo deliberato di sabotare la propria chiarezza formale.
Ciò che resta delle visioni originarie è solo una traccia, un’eco distante: ciò che prende forma, invece, è il gesto di cancellazione.
Maggiori info su di lui le trovate QUI
INFO PRATICHE
Lorenzo Cappella | Davide Miceli, Da grandi, moriremo
23 maggio – 21 giugno 2025
A cura di Emiliano Coletta e Penelope Filacchione
Art Sharing Roma
Via Giulio Tarra 64 – 00151
Opening 23 maggio ore 17-21
Orari mostra: da martedì a sabato ore 17-20. Altri orari su appuntamento.
Contatti: 338-9409180 artsharing.roma@gmail.com
Ufficio stampa: ArtSharing Roma, ufficiostampa@artsharingroma.it
INGRESSO LIBERO
Contatti: artsharing.roma@gmail.com | 338-9409180
Ufficio stampa: ufficiostampa@artsharingroma.it
Evento fb:
IMMAGINI:
Lorenzo Cappella, Da grande morirò, (Figure, 3). Acrilico su carta, 70×50 cm, 2025
Davide Miceli, I denti di zio. Gesso, resina, pigmenti, 2025
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