Osvaldo Tiberti, Segnali. 1-22 Marzo 2025

Una mostra dei lavori grafici e pittorici di Osvaldo Tiberti, a cura di Penelope Filacchione, dall’1 al 22 marzo 2025
L’incontro, la discussione di diverse anime genera dei percorsi, direzioni, incroci e sovrapposizioni per arrivare o passare da un centro a diversi circoli ‘periferici’. Costellazioni o satelliti che diventano punti di incontro aperti, dove ritrovarsi, leggere, discutere, sostare un po’ e lasciare un Segno. Un tag, un pensiero, una parola, un Carattere. Esprimere il proprio Carattere liberamente su quello dell’artista che ha messo in nuce per @Chi Piace il Genere.
Osvaldo Tiberti, 2025
Un percorso artistico non nasce predefinito: la ricerca è basata su quanto si sente e si sviluppa attraverso l’incontro con dei maestri, che ti indicano alcune possibili strade da seguire. La progettazione passa da una disciplina all’altra, dal disegno all’incisione, dalla scultura al gioiello, adottando di ciascuna tecnica le sue peculiarità, ma conservando una linea che rimane quella del pensiero artistico.
È dunque difficile definirmi solo scultore o solo orafo, dato che per me il passaggio dallo spazio urbano al gioiello è naturale: l’uno e l’altro sono da mettere in relazione all’Uomo che li abita. Per questo le mie sculture sono ‘sculture costruite’ quanto i miei gioielli sono ‘gioielli costruiti’: sono oggetti che abitano lo spazio e sono abitati da esseri umani.
Questa mia modalità, che affonda le radici concettuali e visive nei Ready Made e nella Bauhaus, ma rimangono sempre presenti i riferimenti alle avanguardie artistiche del Novecento e le linee guida della mia esperienza in Complot S.Y.S.tem, un fare artistico che non perda mai di vista il proprio ruolo sociale e politico.
Il desiderio costante, la voglia, il bisogno è di continuare a creare, a costruire; dare forma alle espressioni dettate dal vivere cercando di non ripetere, di non copiare, rifiutando la banalità e cercando l’altro modo, quello non fatto, quello non originale, ma quello dietro, quello sotto, quello dentro per farlo apparire davanti. Il mio lavoro finisce appena l’opera è terminata, poi non è più per me. Sento che diventa di altri, ma soprattutto per altri. E il bisogno è di passare alla successiva: il modo in cui formalizzarla è un piacere, un’incognita e una sfida costante.
La mostra Segnali nasce da una sfida tra l’artista e la curatrice.
Osvaldo Tiberti lavora utilizzando gli elementi grafici come base per un lavoro stratificato e sempre molto materico, che tende verso la forma scultorea anche quando è compressa nelle due superfici. Le opere in mostra sono nate nel corso di anni, in particolare a partire dalla pandemia e fino a momenti recentissimi, anche umanamente complessi: sono state scelte tra decine di altre dalla curatrice costruendo assieme all’artista il diario visivo di un momento di transizione e di maturità. Nella dichiarata intenzione di andare a togliere (less is more!) la curatrice ha deciso di non esporre le imponenti sculture – ben note al pubblico – per proporre un lato più privato e meno noto scegliendo quelle opere che hanno in comune fra loro la parola, i grafemi, i logogrammi e quei segni grafici che, più o meno nascosti all’interno delle opere, ne offrono una chiave di lettura. Un lavoro quindi sul linguaggio scritto e parlato che però diventa destabilizzante, perde il proprio senso comune e ne individua altri, inducendo a una riflessione sulla comunicazione. Ma la mostra è anche un lavoro sulla musica: ogni opera avrà un collegamento virtuale con un brano scelto dall’artista, che si potrà ascoltare più che come una colonna sonora, come il suono emanato da ogni singola opera.
Quella proposta dalla curatrice è una visione inedita del lavoro dell’artista, quasi un’indagine su ciò che sta dietro le opere, sul pensiero e l’azione che le generano, riportandolo affettuosamente alle origini per girare pagina.
OSVALDO TIBERTI
Tivoli 1978, dopo la formazione artistica dal 2000 è entrato a far parte del raggruppamento di artisti indipendenti, processo collettivo di ricerca denominato Com.plot S.Y.S.tem, che nella pluralità dei linguaggi rivolge una particolare attenzione alla relazione tra arte e architettura. Nel 2009 con il gruppo “Arte Architettura Territorio”. svolge ricerche tra arte visiva e social network in differenti contesti (didattici, urbani, nella natura), partecipando con l’opera “Salomè a Skopje” selezionata prima classificata per la sezione Arti Visive Roma alla Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo / Biennale di Skopje 2009. Espone a partire dal 2008 sia nell’ambito dell’oreficeria contemporanea, sia nell’ambito più strettamente artistico, sia in Italia sia in ambito internazionale, partecipando a più riprese alla Biennale di Architettura di Venezia con il gruppo com.plot S.Y.S.team.
Per saperne di più trovate il suo sito web QUI
INFO PRATICHE
Osvaldo Tiberti, Segnali
1-22 marzo 2025
A cura di Penelope Filacchione
Art Sharing Roma
Via Giulio Tarra 64 – 00151
Opening 1 marzo ore 17-21
Orari mostra: da martedì a sabato ore 17-20. Altri orari su appuntamento.
Ascolta la colonna sonora della mostra su Spotify
Sabato 8 marzo ore 18.00 live painting-performance UpSide – Down
INGRESSO LIBERO
Contatti: artsharing.roma@gmail.com | 338-9409180
Ufficio stampa: ufficiostampa@artsharingroma.it
Comunicato stampa QUI
Evento FB QUI
Osvaldo Tiberti, Astratto Rosso Giallo Nero 1, 2024 SCARICA L’IMMAGINE QUI
NB tutte le immagini sono di proprietà degli autori e protette da copyright: ogni uso non autorizzato sarà perseguito a norma di legge.
Ulteriori info per partecipare alle nostre attività si trovano QUI
Tutte le nostre attività si svolgono nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.