Tommaso Panichi | Come stai? Speciale Rome Art Week

Tommaso Panichi è autistico. Ma concepisce sé stesso come artista, senza esitazioni. Sapremo apprezzare la gioia, la forza, l’empatia e la sincerità del suo lavoro, senza paternalismo? In questo contesto: come stai tu? Come stiamo noi?
Come guardare la mostra di un artista neurodivergente senza ovvietà e paternalismi?
Mi direte che, dato che ci sono infinite sfumature di neurodivergenza quante ce ne possono essere in generale tra gli esseri umani, alla fine è come guardare qualsiasi altro artista. È vero e non lo è.
La differenza non sta nella neurodivergenza: sta nella relazione che si crea, nel modo in cui il suo gesto ci obbliga a rivedere le nostre categorie percettive.
Tommaso Panichi non ti lascia scappatoie: è talmente sincero, talmente immediato nel raccontare attraverso pennelli e colori il suo stesso stare al mondo, che non ci sono sovrastrutture dove nascondersi. C’è una persona in tutta sé stessa, che ti sorprende per la forza comunicativa del suo lavoro, del gesto, del colore, del segno. Ci sono i titoli (ma quanto adoro la sincerità di “Mi è uscito questo”? Sono sicura che succede a molti altri artisti, ma pochi avrebbero il coraggio di dichiararlo così apertamente), che sono un diario del suo vivere, del suo rapportarsi con l’esterno.
Tommaso lavora con l’urgenza di una persona che si sente esatta solo con i pennelli in mano, nel suo mondo di colori e tele e fogli, che poi è il suo diario quotidiano del vivere, il modo di raccontarsi a noi e di dirci come si sente.
Ma Tommaso è capace, al contrario di quanto si creda di tante persone autistiche, di salutarti e chiederti “come stai?”.
Quel “Come stai?” mi ha folgorata: non una domanda che gli altri pongono a lui, ma la domanda che Tommaso pone a noi. Perché questa frasetta, che può sembrare di circostanza, capovolge la visione stessa che abbiamo dell’autismo e della neurodivergenza, sfatando il luogo comune di persone che sono ripiegate solo su sé stesse. Certo, esiste anche questo, ma non solo questo.
Le sue opere non chiedono una lettura centrata sulla neurodivergenza, ma un confronto diretto con la pittura. Il colore diventa un linguaggio emotivo attraverso cui prendono forma persone, luoghi, ricordi e stati d’animo, mentre l’acqua svolge un ruolo fondamentale nel processo creativo, permettendo al pigmento di espandersi, stratificarsi e trasformarsi nel tempo.
Dietro l’immediatezza del gesto si riconosce una struttura precisa. Ogni lavoro nasce dalla scelta del formato, del supporto e del fondo cromatico; successivamente il nome dell’artista entra nell’opera fino a trasformarsi in immagine, ritmo e segno. Tra gli elementi ricorrenti compare il numero cinque, memoria degli anni trascorsi al Liceo Artistico Stagio Stagi di Pietrasanta, dove ogni tavola veniva identificata con nome, cognome e classe.
La spontaneità che caratterizza il suo linguaggio non è il frutto del solo istinto, ma di un percorso di formazione costruito nel tempo. Dalle prime esperienze di arte terapia durante l’infanzia fino agli studi artistici a Pietrasanta, e alla frequentazione di alcune discipline presso l’Accademia di Belle Arti, la pittura rappresenta per Panichi uno spazio continuo di ricerca, studio e crescita.
Quindi: come stiamo noi davanti la gioia, il colore, l’energia vitale di un artista che rischiamo di vedere come “diverso”? Quanto siamo capaci noi di valutare il suo lavoro per quello che è, invece che essere presi dal sentimentalismo o dal pregiudizio? È facilissimo scivolare nelle frasi di circostanza o classificarlo come “artista autistico”.
La produzione di Tommaso Panichi è copiosissima perché lo segue in ogni istante dalla sua vita: selezionare i suoi lavori è stato il primo “come stai?” che ho dovuto porre a me stessa. Cosa dicono la mia pancia, il mio occhio, la mia testa davanti ai suoi lavori? La mia mente è abbastanza aperta per sorridere con lui?
La mostra presenta una selezione di dieci grandi tele appartenenti alla produzione più recente dell’artista, affiancate da Volute siderali, una serie di opere di piccolo formato realizzata nell’estate del 2026 appositamente per questa occasione. Del tutto inedita, la serie documenta gli sviluppi più recenti della sua ricerca sul segno, sul ritmo e sulla trasformazione dell’esperienza personale in immagine.
Per questo ho deciso di rivolgere a voi la stessa domanda, trasformandola nel titolo della mostra: perché la neurodivergenza, l’autismo, hanno infinite sfumature quanti i colori del cielo ed è impossibile chiuderli dentro una cornice predefinita. Tommaso ci parla, si racconta, non ha dubbi rispetto all’arte come mezzo principale del suo potenziale espressivo e umano. Lui sta benissimo con i pennelli in mano, non è davvero lui il problema. La questione è il nostro sguardo e come stiamo noi: quanto siamo disposti a liberarci dai nostri schemi mentali per vedere davvero il suo lavoro?
INFO PRATICHE
Tommaso Panichi, Come stai?
21 Ottobre – 7 Novembre 2026
A cura di Penelope Filacchione e Chiara Domenici
Art Sharing Roma
Via Giulio Tarra 64 – 00151
Opening: 21 ottobre 2026 dalle 17.00 alle 21.00
Finissage 7 novembre ore 17-21
Visitabile da martedì a sabato dalle 17 alle 20
Aperture su richiesta su appuntamento.
Contatti: 338-9409180 artsharing.roma@gmail.com
Ufficio stampa: ArtSharing Roma, ufficiostampa@artsharingroma.it
INGRESSO LIBERO
Pagina mostra di ROME ART WEEK: https://romeartweek.com/it/eventi/?code=BQVEMV
Sito WEB artista: https://tommypanichi.it/
Evento Fb: https://fb.me/e/51CpXFacv
SCARICA IL COMUNICATO STAMPA
SCARICA LE IMMAGINI
Tommaso Panichi, Il mio nome sul mio nome, acrilico su tela 70 x 65, 2026
Tommaso Panichi, Sono sempre io dappertutto, acrilico su tela 147 x 118, 2024
Tommaso Panichi, Volute siderali su carta n.3, acrilico su carta formato A4, giugno 2026
Tommaso Panichi davanti al suo lavoro
NB Le immagini delle opere sono coperte da copyright e non si possono utilizzare senza il consenso dell’artista e/o del fotografo (Legge sul diritto d’autore, 22 aprile 1941 n.633, articolo 1).
Ulteriori info per partecipare alle nostre attività si trovano QUI
Tutte le nostre attività si svolgono nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.