Visita guidata: Seppellire i morti. Confraternite di Carità nella tradizione romana

da | Ott 28, 2024 | 0 commenti

Sabato 2 Novembre ore 15: Seppellire i morti. Confraternite di Carità nella tradizione Romana dall’Isola Tiberina a via Giulia.

Visita guidata con Penelope Filacchione.

Tra le Opere di Misericordia, la cura dei defunti torna ben due volte: le opere spirituali contemplano infatti la preghiera per i defunti, mentre le opere corporali prevedono testualmente “curare i malati” e “seppellire i morti”.

Le Compagnie della Buona Morte e le Confraternite di Carità hanno avuto un ruolo sociale importantissimo nella storia: ad esse infatti appartenevano – e ancora appartengono – coloro che si occupano appunto di dare seguito a questi due precetti cristiani, partendo dall’assunto che ciascuno potrebbe essere Cristo, morto in modo ignominioso e nella sofferenza.

Ruolo sociale importantissimo perché si rivolgevano non di rado ai pellegrini lontani da casa, agli umili indigenti, a chi difficilmente avrebbe avuto altra cura se non quella dello spirito e di una sepoltura decorosa: questo tipo di confraternite e compagnie vede tra gli aderenti molto spesso persone facoltose o di nobili natali, che in qualche modo attraverso questa cura fanno ammenda dei peccati del mondo.

A Roma questo tipo di istituzioni era molto presente: l’Urbe era da sempre meta di pellegrinaggio, gli ospedali erano numerosi, spesso affollati per epidemie locali (come il Mal francese, ma anche il vaiolo, il colera, la malaria…) e per la promiscuità della prostituzione, diffusissima in città.

E poi Roma ha il Fiume: le piene del Tevere spesso non lasciavano scampo e dopo le più drammatiche non era raro che a valle arrivassero corpi trascinati dalla corrente, per arenarsi magari proprio nello spazio più stretto accanto l’Isola Tiberina.

Così, l’isola Tiberina da sempre fu dedicata alla cura dei malati, tanto che in epoca romana veniva chiamata anche Insula Aesculapi: qui il culto del dio della medicina trovò posto già nel III secolo a.C., giunto dalla Grecia. Una sorgente miracolosa faceva sgorgare acqua medicamentosa da un pozzo, ancora conservato: proprio sul tempio nacque verso il Mille la Chiesa di San Bartolomeo dove si conserva, tra tante testimonianze, anche una Madonna medievale protagonista di un miracolo durante la piena del 1557.

Ma, nel frattempo, era necessario dare degna sepoltura ai defunti di ogni genere: nel Seicento nacque la Veneranda Confraternita de’ devoti di Gesù Cristo al Calvario e di Maria Santissima Addolorata, noti al popolo come Sacconi Rossi per via dell’abito che ne celava il volto. La beneficenza deve infatti essere anonima e loro incarico principale era proprio quella di dare degna sepoltura ai morti, anche anonimi, del Tevere. La loro sede è ancora oggi la piccola e bellissima chiesa di Santa Maria dell’Orto, in Trastevere. A San Teodoro al Palatino trovavano invece luogo i cosiddetti Sacconi Bianchi, vale a dire Arciconfraternita del Sacro Nome di Gesù, che chiedevano anonimamente l’elemosina per i poveri e i carcerati.

Di qua del Tevere nasceva invece nel 1538 l’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte, che aveva come fine dare sepoltura ai morti – spesso anonimi e poveri – del fiume, ma anche a quelli della campagna destinati ad essere mangiati dagli animali selvatici: erano conosciuti come Fratelloni della Buona Morte. Un bellissimo oratorio ancora appartiene loro su Via Giulia e viene aperto in occasioni particolari, inclusa una cripta con composizioni di ossa umane, ormai molto piccola per via della costruzione degli argini del Tevere.

Queste istituzioni si reggevano anche attraverso diverse attività, come quelle della Settimana Santa dove si metteva in mostra la Macchina delle Quarant’Ore per l’adorazione del Santissimo Sacramento, con relativa raccolta di elemosine.

Amatissime dal popolo, le diverse cerimonie del giorno dei Defunti e di quelli della Passione hanno segnato la cultura romana: la chiusura dei piccoli cimiteri religiosi all’interno delle mura, l’invasione francese a Roma di fine Settecento, la costruzione dei cimiteri monumentali all’arrivo dei Savoia, la costruzione dei muraglioni del Tevere e la conseguente distruzione dei cimiteri stessi, pian piano hanno reso l’attività delle Confraternite meno visibile a Roma, ma non per questo meno presente.

Oggi la morte è qualcosa di lontano dal nostro quotidiano, ma non era così un tempo, quando la precarietà della vita era ben presente in ogni momento dell’esistenza: un percorso da Via Giulia all’Isola Tiberina, nel giorno dei defunti, per ricordare queste importanti tradizioni così avviluppate nella storia urbanistica e monumentale della nostra città.

INFO PRATICHE 

Sabato 2 Novembre h. 15.00, con appuntamento a via Giulia 262  

prenotazione obbligatoria artsharing.roma@gmail.com oppure WhatsApp 338-9409180

Visita guidata 10€ Soci, (12€ Ospiti occasionali) incluso noleggio radio. 

Ulteriori info per partecipare alle nostre attività si trovano QUI

Tutte le nostre attività si svolgono nel rispetto delle norme vigenti in termini di salute e sicurezza.