1 – 2 Storie di produzione industriale per Roma Capitale. L’immigrazione dei Fornaciari

7/06/2025 h. 17.30-19.00. Incontro. Storie di produzione industriale per Roma Capitale. L’immigrazione dei Fornaciari
(dott.ssa Penelope Filacchione). Art Sharing Roma, Via Giulio Tarra 64, 00151. Trasporto pubblico: bus 31, 33, 44, 773.
Incontro di approfondimento con immagini sottotitolate e racconto della zona. Evento accessibile con la presenza di interprete LIS.
Ingresso libero, max 30 posti con prenotazione obbligatoria WhatsApp 338-9409180, artsharing.roma@gmail.com
Sarà nostro ospite Carle dell’ Associazione Valle dell’Inferno: nipote di fornaciari, è una delle persone che dagli anni Ottanta si battono per conservare questo pezzo di storia e patrimonio umano ancora prima che materiale che è il Borghetto dei Fornaciari.
14/06/2025 h.10.00 – 12.00 Azione urbana. Brutti sporchi e cattivi. Percorso guidato e drammatizzato da Monte Ciocci al Borghetto dei Fornaciari.
Partenza da fermata FL3 APPIANO, fine percorso stazione Metro Valle Aurelia. Trasporto pubblico FL3, bus 990, 913.
Municipio XIII. Passeggiata con la guida abilitata dott.ssa Alessandra Negroni e letture itineranti estemporanee, liberamente tratte da testi che raccontano la zona, a cura di Argillateatri.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria WhatsApp 338-9409180 , artsharing.roma@gmail.com
ASCOLTA QUI L’AUDIO DESCRIZIONE DI QUESTO PERCORSO
[voce narrante Gianluca Esposito, testi di Penelope Filacchione e Maria Rosa Patti]
Valle Aurelia: un percorso nel Borghetto dei Fornaciari
La fabbricazione dei mattoni da costruzione ha proceduto quasi nello stesso modo dall’epoca romana fino all’età moderna: l’estrazione dell’argilla, l’impasto della stessa negli stampi, la cottura nelle fornaci, hanno da sempre costituito un’impresa economica di altissimo valore. La fornace è stata una delle principali industrie di Roma, i cui lavoratori erano costretti a una vita dura, a contatto con le alte temperature, ripetitiva e poco remunerativa.
Il territorio a destra del Tevere è ricco di argilla, tanto che ancora oggi la toponomastica della zona riporta Via dell’Argilla, via dei Monti di Creta e così via; quindi, fu il luogo adatto per l’insediamento di fabbriche di mattoni, che si intensificò subito dopo Roma Capitale per la richiesta di una città che si andava riempiendo di palazzi istituzionali e ministeriali, ma che vedeva anche un incremento demografico formidabile, necessitando di nuovi quartieri per i residenti.
A Valle Aurelia, in quegli anni, erano attive ben 18 fornaci, di cui oggi resta la ciminiera della Fornace Veschi, monumento solitario e distintivo di un paesaggio ormai trasformato dall’intensità abitativa. La zona era chiamata anche Valle dell’Inferno per via del fumo delle fornaci o, forse, anche per la memoria dello scontro infernale fra le truppe pontificie e i Lanzichenecchi nel devastante sacco di Roma del 1527, ma le strade superstiti del Borghetto ancora oggi si chiamano via dei Laterizi, via delle Ceramiche e così via. I fornaciari erano operai specializzati provenienti dalle Marche, dall’Umbria e dalla Toscana e, da fine Ottocento, gli fu concesso di costruire da soli le loro case a ridosso degli impianti, utilizzando i mattoni di scarto della produzione: nei primi tempi le condizioni di vita erano terribili, ma poi migliorarono leggermente, soprattutto con la realizzazione di alcune infrastrutture, come la Stazione di San Pietro.
Negli anni del regime fascista il borghetto si connotò come socialista, leninista e antifascista. Qui si ritrovavano gli Arditi del Popolo, formazione politica dichiaratamente antagonista della Camicie nere. I nomi degli operai antifascisti, che qui vivevano, sono ancora ricordati nelle liste dei martiri di Forte Bravetta e delle Fosse Ardeatine. Dopo la guerra, le fornaci rimasero attive fino agli anni Sessanta, quando il borghetto fu abbandonato e parzialmente demolito, trasformandosi negli anni Settanta in una sacca di degrado nel cuore della città: la storia della fase più cupa della zona è rappresentata nel film di Ettore Scola “Brutti, sporchi e cattivi”. Negli alti palazzi che oggi caratterizzano la zona di Valle Aurelia vivono non pochi discendenti degli antichi Fornaciari, che dagli anni Ottanta del Novecento si sono adoperati affinché la loro storia non fosse cancellata: solo il 30 per cento delle case del borgo è oggi ancora visibile, ma l’insieme costituisce una interessante passeggiata scendendo dall’antico Monte Ciocci, attraverso quello che oggi è finalmente un parco urbano.
LIBRI PER APPROFONDIRE, NELLE BIBLIOTECHE DI ROMA
I libri consigliati sono tutti presenti nelle Biblioteche di Roma: per accedere al prestito è necessario iscriversi alle Biblioteche di Roma
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Francesco Pecoraro, Lo stradone, Ponte alle Grazie 2019
Nicola Cavallotti, Essere frontiera nella Città eterna: analisi geopolitica di un quartiere di Roma, Montespaccato, Tesi di laurea, 2019
Maria Immacolata Macioti, La disgregazione di una comunità urbana : il caso di Valle Aurelia a Roma, Siares 1988
Donatella Panzieri, Valle dell’Inferno Valle Aurelia 1948-1961 : continuità e cambiamenti, Associazione culturale Le fornaci 2011
Donatella Panzieri, Valle dell’Inferno: Valle Aurelia Antifascismo e Resistenza, Associazione culturale Le fornaci 2005
Donatella Panzieri, Valle dell’Inferno: Valle Aurelia, 1944-1948 Grandi speranze, Associazione culturale Le fornaci 2008
FILM CHE PUOI TROVARE NELLE BIBLIOTECHE DI ROMA
Ettore Scola, Brutti, sporchi e cattivi, 1976 (DVD 2012)