1789-1914 Il secolo lungo della modernità: corso di Storia moderna

Un corso di storia attraverso i grandi e piccoli eventi
Con Penelope Filacchione
A grande richiesta, torna anche il corso di Storia il cui titolo è un omaggio a Philippe Daverio: riprendendo il filo da dove abbiamo interrotto, dalle conseguenze della Rivoluzione Francese e Americana, passando per la Rivoluzione Industriale e il Colonialismo – tema di riflessione attualissima- ma anche la nascita dei socialismi e del comunismo e il ripensamento di una società più giusta proprio in risposta ai grandi imperi capitalisti. Di lì il Quarantotto, l’epoca cioè delle ribellioni e della ricerca delle identità nazionali, cruciali per l’Italia che non ne aveva mai avuta una. Un percorso dall’epoca di Napoleone alla fine della Prima Guerra Mondiale per un periodo estremamente complesso che ci porterà all’alba del nostro presente sia con i grandi eventi, sia attraverso u cambiamenti sociali e culturali. Inizio mercoledì 30 ottobre 2024, a mercoledì alterni, dalle 17 alle 19: in presenza, online o registrato su piattaforma disponibile H24 per due anni.
Qui di seguito il calendario delle lezioni, con un particolare approfondimento verso le prime tre, che caratterizzano l’approccio dell’intero corso.
30 ottobre 2024 LEZIONE 1: Conseguenze delle rivoluzioni politiche del XVIII secolo.
“Tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità” (4 Luglio 1776, Dichiarazione d’Indipendenza Americana)
La Rivoluzione Americana (1765-1763) e Rivoluzione Francese (1789) introdussero un punto di vista nuovo sul mondo, che passa attraverso l’istituzione di Carte dei diritti che hanno influenzato l’intera politica successiva, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale e oltre. Autodeterminazione, governo democratico, concetto di borghesia come perno delle nuove società, concetto di società che tenda al bene comune, nascita dei partiti politici come li intendiamo oggi, tantissime sono le implicazioni storiche e sociali di queste “carte”, ragion per cui, se vogliamo cercare un inizio in questa storia (che in realtà ne ha tanti), conviene forse iniziare da qui.
13 Novembre 2024 LEZIONE 2. Il secolo delle invenzioni. Le rivoluzioni industriali, la comunicazione veloce e il proletariato.
Non al singolare, ma al plurale, perché esiste una fase del XVIII secolo ed una – più universale – del XIX. Non si tratta tanto e solo di avere macchine che producono al posto dell’uomo, ma delle conseguenze della loro introduzione. La prima di queste, che in un certo senso discende anche dalle “Carte” è l’affermazione di una società non più basata sulla classe per nascita, ma sull’economia. Da un lato assistiamo all’ascesa economica, sociale e politica di chi riesce a cavalcare le nuove modalità produttive – spingendo pian piano verso la produzione anche la nobiltà di sangue, storicamente e ideologicamente avversa al lavoro come sostegno economico – dall’altro a fenomeni come l’abbandono delle campagne, il cambiamento del paesaggio per lo sfruttamento delle risorse, l’inurbamento e impoverimento endemico dei lavoratori, la nascita di nuove forme di schiavitù industriale (ad esempio i lavoratori minerari) e così via. A tutto ciò si affianca la nascita della comunicazione veloce – il telegrafo, le grandi navi che favoriscono il trasporto e anche l’emigrazione, il treno che riduce le distanze via terra. Distintiva è la definizione moderna del concetto di proletariato, analizzata da Marx e Engels: un cambiamento sociale profondo, che può avere effetti anche devastanti o che potrebbe, se ben gestita, portare invece alla conquista di diritti comuni espressa nel Manifesto del Partito Comunista (1848). In questo quadro è evidente che la Restaurazione post napoleonica, di cui parleremo nelle lezioni successive, non può funzionare perché sono del tutte cambiate le premesse sociali.
27 novembre 2024 LEZIONE 3. Il Colonialismo.
Argomento quanto mai attuale, il Colonialismo affonda le sue radici nel XVI secolo e nella conquista dei nuovi territori in nuovi continenti. Già all’inizio del XVIII secolo le Guerre di Successione spagnola e austriaca in parte si svolsero lungo le rotte coloniali oceaniche. Di fatto, il colonialismo è contemporaneamente l’origine e la conseguenza delle Rivoluzioni Industriali, perché lo sfruttamento dei nuovi territori come inesauribile fonte di materie prime e manodopera a basso costo crea un circolo vizioso che non si esaurisce nell’arricchimento di alcuni, ma che condiziona la politica di interi Paesi, come la Francia prima, ma soprattutto la Gran Bretagna che inaugura, nel XIX secolo durante il regno della Regina Vittoria, un Impero basato letteralmente e apertamente sullo sfruttamento delle Colonie. Ma il colonialismo ci porta fino alla Prima Guerra Mondiale e oltre, perché di fatto ha condizionato la storia politica della prima metà del Novecento.
Oggi però il Colonialismo è studiato anche come una brutale intromissione in equilibri antichi e delicati, che ha sottratto nel nome di una presunta “civilizzazione”, che ha creato confini politici ad uso dell’Occidente in Paesi che ne avevano degli altri e che, di fatto, ancora paghiamo con guerre sanguinose. La storiografia contemporanea rilegge il colonialismo come una presa di coscienza dell’Occidente capitalista, che si deve far carico di aiutare anche nel processo risolutivo di problemi fondamentali che esso stesso ha creato.
11 dicembre LEZIONE 4. Ascesa e crollo di Napoleone. dai valori rivoluzionari alla tentata costruzione di un nuovo impero.
Quando Manzoni scrisse il “5 maggio”, avversando Napoleone Bonaparte ne riconobbe anche la grandezza tragica e senza dubbio colse immediatamente il ruolo di spartiacque tra due epoche, che avrebbe impedito ogni ritorno al mondo precedente: “due secoli, l’un contro l’altro armato, sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato”.
15 gennaio LEZIONE 5: Il Congresso di Vienna.
Dopo la morte di Napoleone l’Europa è una “torta” da spartire (con tanto di colonie al seguito): negli otto mesi tra Novembre del 1814 e Giugno 1815 si cerca di comprendere come ristabilire quello che viene definito l’Ancient Règime. Un passaggio importantissimo, che disegna gli equilibri geopolitici del mondo fino alla prima guerra mondiale, durante assistiamo alla nascita dell’Impero Austriaco – per la necessità di proteggersi ad oriente – e dove la Prussia si affaccia all’inizio come piccolo Stato, ma trainante per l’unificazione della Germania in quello che sarà l’impero tedesco, protagonista della storia europea e mondiale tra il 1871 e il 1918.
29 gennaio LEZIONE 6. L’impero britannico.
Propriamente prussiana era Vittoria di Hannover, propriamente prussiano era il consorte Alberto. Come e perché due tedeschi arrivano a governare la Gran Bretagna? Una lunghissima storia, che attraversa tutto l’Ottocento e che è così caratterizzante da dare anche il nome alla cosiddetta “Età vittoriana”. Nel bene e ne male, positivista e sfruttatrice, pacifista e guerrafondaia. Sarà Londra, gran crogiuolo di umanità, a dare ospitalità a Marx dopo l’esilio dalla Germania. Sempre Londra sarà un quartier generale per Giuseppe Mazzini che qui, nell’arco di trent’anni, scrisse saggi fondamentali per instillare negli italiani in senso della patria e dell’indipendenza politica.
11 febbraio 2025 LEZIONE 7. Il Quarantotto (e non solo). Mezzo secolo di rivolte
In realtà le prime rivolte arrivano di nuovo in Francia, dove non esiste monarchia davvero capace di ripristinare uno status quo non più possibile. Ma nel giro di pochi anni l’intera Europa si infiamma.
26 febbraio 2025 LEZIONE 8. Fare l’Italia, fare gli italiani. 1848-1870
Un excursus per ripercorrere le fasi salienti della nascita dell’Italia moderna, dai Moti carbonari alle Guerre di Indipendenza, fino alla nascita dei nostri primi parlamenti a Torino, Firenze e finalmente Roma.
12 marzo 2025 LEZIONE 9. Intanto in America.
“Domani è un altro giorno”, esclama Miss Scarlet O’Hara osservando le rovine infiammate di Atlanta. È la Guerra di Secessione Americana (o Guerra Civile Americana, 1861-65) che, nel giro di quattro anni divide il popolo che aveva votato la Carta d’Indipendenza e che si trova a contraddire i propri stessi valori in una guerra fratricida. Da questa guerra uscirà, tra l’altro, anche la fondazione di Washington come capitale “neutrale” all’interno di un Paese Federale. Ma già all’inizio dello stesso secolo il Presidente degli Stati Uniti James Monroe in un discorso sullo stato dell’Unione aveva enunciato un punto fondamentale per la politica mondiale: nessuno – e soprattutto nessuno Stato Europeo – avrebbe potuto intromettersi per nessuna ragione nelle questioni politiche attinenti al continente americano, intendendo in senso allargato anche tutti i Paesi che non avevano a che fare con l’Unione, inclusa l’America Latina. Ciò sarebbe stato considerato una implicita aggressione agli Stati Uniti d’America: come tale fu intesa la nomina a “Imperatore del Messico” da parte di Napoleone III di Massimiliano d’Asburgo, un “imperatore” mandato allo sbaraglio da una Francia che cerca disperatamente di uscire dalla morsa tedesca in Europa.La dottrina Monroe – come viene chiamata – fu pronunciata il 2 dicembre 1823, ma è il primo passo dell’affermazione dell’egemonia statunitense nel bene e nel male, ragion per cui davvero non possiamo non parlarne.
26 marzo 2025 LEZIONE 10 Filosofi dell’Ottocento: come cambia il pensiero.
Tutti gli avvenimenti di cui abbiamo parlato si fondano sulla nascita di una nuova filosofia – etica, politica, sociale – che ridisegna il pensiero dell’Occidente nel corso dell’Ottocento. Una lezione di approfondimento per comprendere gli eventi successivi.
9 aprile 2025 LEZIONE 11: La rottura dell’equilibrio. La guerra Franco-Prussiana.
Tra il 1870 e il 1871 la Prussia invase e sconfisse la Francia: di fatto è una delle premesse della Prima Guerra Mondiale per via della nascita ufficiale dell’impero tedesco, guidato da Otto von Bismark. Fu anche un “test” delle capacità belliche della Germania guidata appunto dalla Prussia, con Parigi assediata e bombardata. La Francia, rimasta in condizione subalterna, vide la fine del cosiddetto “Secondo impero” di Napoleone III, con l’inizio della nuova Repubblica in Francia. Un momento molto particolare anche per la cultura francese.
7 maggio 2025 LEZIONE 12. Verso la Grande Guerra
L’Europa tra il 1871 e il 1914 era una polveriera: tensioni tra Francia e Germania, tensioni tra Germania e Inghilterra coinvolte nella corsa agli armamenti, l’Est europeo in bilico con l’Austria e la Russia che si contendono i territori dei Balcani. In tutto ciò, l’Inghilterra si pone in aperto contrasto contro la Russia nella guerra in Afghanistan e anche in Sudafrica, dove cerca di tenere sotto controllo territori che servono alle rotte verso l’India, ma anche alla conquista delle ricche miniere, controllate da secoli dagli olandesi.
Insomma, il mondo è in fermento, ma nessuno immagina che questi conflitti apparentemente localizzati possano implodere e diventare una guerra totale: l’Europa viveva la Belle Époque, il 1900 fu salutato con grandi festeggiamenti, con la convinzione che alla fine tutto sarebbe andato per il meglio. E invece si sarebbero “svegliati” con una brutta sorpresa.
21 maggio 2025 LEZIONE 13 Il mondo esplode. La prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione d’Ottobre.
L’assassinio a Sarajevo del Granduca Ferdinando, erede previsto per l’Impero Austro Ungarico a causa del suicidio del cugino Rodolfo (figlio di Francesco Giuseppe e “Sissi”), fu la miccia della guerra. L’impero dichiarò guerra al Regno di Serbia, irridentista e nazionalista. Prestissimo questo nuovo conflitto finì per allargarsi a causa delle alleanze sviluppatesi nei decenni precedenti in breve si formarono due blocchi, che videro da un lato i cosiddetti “Imperi centrali” (Impero tedesco, Impero austro-ungarico e Impero ottomano), dall’altro gli Alleati, rappresentati principalmente da Francia, Regno Unito, Impero russo (fino al 1917), Impero giapponese e Regno d’Italia (dal 1915). Una mobilitazione di oltre 70 milioni di uomini, di cui sessanta solo dall’Euroa. Nove milioni di militare uccisi, con la perdita di un’intera generazione maschile, senza parlare dei civili morti nn solo in guerra, ma per l’indebolimento, la carestia e le epidemie, come quella terribile di Spagnola proprio alla fine del conflitto.
Intanto la Russia veniva sconvolta, nel 1917, dalla Rivoluzione d’Ottobre che avrebbe non solo messo fine all’Impero Russo degli Zar, ma di fatto avrebbe messo in discussione tutto il futuro del mondo. La Rivoluzione d’Ottobre divenne in breve anche la ragione di una ideologizzazione della Prima Guerra Mondiale, soprattutto perché solo pochi mesi prima (ad Aprile) gli USA erano entrati in guerra ed era venuto a mancare l’appoggio russo al blocco Francia-Gran Bretagna contro Austria e Germania. Saranno gli USA a guidare gli accordi di pace, imponendo tra l’altro sanzioni pesantissime alla parte sconfitta. Di lì, tempo trent’anni, si sarebbe entrati in nuovo conflitto, ma questa è un’altra storia.
11 giugno 2025 Lezione 14: arte e cultura in un mondo che cambia.
I decenni che abbiamo appena raccontato vedono profondi cambiamenti culturali: se all’inizio dell’Ottocento il romanticismo inglese trova nelle sorti della Grecia (Keats, Shelley, Byron) un obiettivo culturale, la metà del secolo trova nel Realismo in letteratura e nelle arti visive la risposta al Risorgimento. Baudelaire è il poeta della città moderna per eccellenza, Di certo, una delle caratteristiche dell’arte dell’Ottocento è l’impegno politico e sociale, come ad esempio per i Preraffaelliti in Gran Bretagna. Ma anche gli Stati Uniti ebbero i loro pensatori-poeti, come Emerson e Toreau, che criticano dall’interno l’ingiustizia capitalista del mondo che sta prendendo forma. In Italia i Macchiaioli si associano da subito ai garibaldini… Anche la musica svolge un ruolo fondamentale, dal grande romanticismo di Beethoven, al linguaggio risorgimentale di Giuseppe Verdi, fino alla grandiosità visionaria di Wagner. Un excursus davvero troppo breve, ma pur sempre necessario per comprendere quanto l’Ottocento e il primo Novecento siano fondamentali anche dal punto di vista della cultura.
MODALITA’ DI ISCRIZIONE
Quota di partecipazione intero corso 215 Euro da versare in anticipo in unica soluzione (205 nel caso di più corsi). Si può assistere anche a una sola lezione in presenza o online, con la quota di 18 Euro. Il corso è riservato ai soci con tessera associativa attiva (25 euro annui inclusa assicurazione R.C.). Tutte le tessere ancora attive vanno rinnovate a partire dal 1 gennaio 2025.
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Info e iscrizioni: artsharing.roma@gmail.com 338-9409180 392-2309098
La partecipazione al 70% delle ore dà il diritto all’attestato di frequenza UNIEDA per l’Educazione permanente degli adulti.
[Immagine: F. Goya, La fucilazione del 3 maggio 1808. 1814, Museo del Pradp Wikimedia Commons]