Case d’artista: visita guidata la casa studio di H.C. Andersen

da | Gen 28, 2024 | 0 commenti

Ciclo Case d’artisti e collezionisti: Roma nasconde case-studio che sono dei veri e propri scrigni d’arte e di cultura. Non grandi musei, ma luoghi che permettono di esplorare la città e le epoche attraverso gli occhi di chi le ha vissute, percependone il quotidiano e gli aspetti più intimi e personali. Passeggiate a misura umana, che ci permettano di riscoprire il vissuto della nostra città fin troppo ridotta a cartolina. Se volete, una forma di resilienza all’onda del turismo di massa che ci attende nei prossimi mesi, per arrivare ‘armati’ non solo di pazienza, ma anche di bellezza.

Hendrik Christian Andersen (1872 –1940) è stato molto più di uno dei tanti artisti trapiantati a Roma tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo.

Norvegese di nascita da una famiglia umilissima, naturalizzato statunitense, come tanti della sua epoca viaggiò in Europa per completare la sua formazione di scultore a partire dal 1893 e, come accadde a tanti, si innamorò della Città Eterna fino a farla simbolo di una sua personale utopia.

Erano gli anni a cavallo del Millenovecento, quel cambio di secolo che si era aperto con l’Esposizione Universale di Parigi, con il Ballo Excelsior che celebrava l’elettricità, con l’incrollabile ottimismo che il nuovo secolo avrebbe portato una società più equa e più giusta, anche attraverso la tecnologia come alleggerimento di professioni degradanti e nel futuro non più necessarie.

Per questo Andersen credeva fortemente nella formazione delle generazioni più giovani e nella nascita di un luogo dove tutto questo si potesse realizzare in bellezza e armonia.

Erano anche gli anni in cui la teosofia attraversava l’Europa: la dottrina esoterico filosofica nata millenni prima tornava alla ribalta con Madame Blavatsky che, da russa americanizzata, cercava adepti nel mondo: il concetto base è che tutte le religioni derivano da una sola divinità, per conseguenza non possono esistere vere differenze tra i popoli. Quella del XIX secolo era una vera dottrina misticista, la cui diffusione doveva essere la base per la società giusta che molti agognavano. Di certo nessuno si aspettava la Grande Guerra, né tantomeno immaginava cosa sarebbe stato il XX secolo.

Andersen dedicò la sua vita alla realizzazione di questo progetto attraverso l’arte: con un tomo di ben 5 chili si presentava al mondo nel 1913 proponendo la creazione di una città mondiale, il  World Center of communication, cittadella dello studio, sede di accademie di ogni scienza e di ogni arte, con un profondo studio urbanistico ricco di innovazioni e di connessioni anche ecologiche, se vogliamo anacronistico soprattutto per il forte simbolismo delle monumentali sculture e fontane che lo popolavano raccontando di una umanità eroica nella sua splendente nudità. Un inno alla gioventù del mondo stesso.

Andersen non si lasciò scoraggiare neanche dalla guerra e dal fascismo, anzi quando salì al governo Mussolini percepì del fascismo le istanze sociali e credette che Roma sarebbe stata il luogo ideale per il suo progetto, ancora di più quando si iniziò a pensare alla costruzione dell’EUR. Mentre di fatto nessuno prendeva davvero sul serio le sue proposte, lui proseguiva il suo lavoro alacre realizzando bozzetti, gessi per fusione in dimensioni naturali, piante, progetti, modelli: popolava così la casa-studio che aveva costruito accanto a piazzale Flaminio a partire dal 1922.

La casa è intitolata alla mamma Helene, con la quale visse a Roma: nella casa furono poi ospitate la cognata Olivia (rimasta vedova del fratello di Andersen) e la sorella Lucia; fu proprio lei, ultimissima erede dell’artista, a donare casa, opere e archivio al governo italiano, permettendo la nascita di questo affascinate museo utopistico, casa di duecento meravigliose sculture di ogni dimensione, ma anche abitazione di cui attraversare le stanze e respirare l’atmosfera.

 INFO PRATICHE

Domenica 4 febbraio ore 10.30

Massimo 15 posti. Ingresso gratuito al museo.

Quota soci visita guidata 10 euro incluso noleggio radio. Eventuali ospiti occasionali quota visita 12 euro, radio incluse.

Prenotazione obbligatoria artsharing.roma@gmail.com oppure WhatsApp 3389409180

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