Lucia Simone | Altri paradisi

da | Ott 3, 2024 | 0 commenti

Per la nona edizione di Rome Art Week lo spazio di Art Sharing si trasforma in un luogo onirico, popolato delle visioni e apparizioni delle grandi opere di Lucia Simone: a cura di Penelope Filacchione, da mercoledì 23 ottobre a sabato 16 novembre 2024

Le immagini appaiono, in questa corsa vertiginosa, come i soli segnali di orientamento dello spirito”

A. Breton, Manifesto surrealista, 1924

 

L’artista è una pittrice arrivata alla tecnica del collage e del dipinto digitale a seguito di una vicenda personale molto significativa: l’esperienza della cefalea cronica con aura l’ha costretta lontana dalla tavolozza per lunghi periodi, ma l’ha anche proiettata in un mondo introspettivo singolare e fantastico. Tra il sogno e la visione, l’artista ha avviato da anni un percorso di auto conoscenza e accettazione del dolore, che esplicita e rende universale attraverso l’espressione visiva: nei momenti che precedono la cefalea attraversa infatti delle esperienze extrasensoriali che la fanno volare lontana da sé.

La sua curiosità e fondamentale positività la inducono a viaggiare attraverso le alterazioni percettive esplorando paradisi surreali, a volte incantevoli, a volte inquietanti, sempre mutevoli e affascinanti.

La scienza spiega che l’aura è un fenomeno chimico-fisico definito tempesta cerebrale, ma esistono nel mondo tradizioni antichissime che attribuiscono intense capacità alle persone che sanno “vedere l’aura”, i cui poteri sono interpretati come forme di particolare sensibilità verso l’energia e verso il prossimo, con doti perfino predittive.

Ciò che noi oggi riduciamo al termine neuro divergenza – partendo dal presupposto di una ipotetica normalità – diventa per l’artista occasione, dono doloroso e destabilizzante della capacità di vedere oltre le forme apparenti.

Immersa in una sorta di pareidolìa pittorica, Lucia Simone lavora sulle sue visioni per assonanze visive e perfino olfattive: in uno stato che potremmo definire allucinatorio l’odore di un prato, del sottobosco, del vento, degli alberi, delle persone, si espande in forme e colori e diventa immagine.

 

La Natura è un tempio dove incerte parole

mormorano pilastri che son vivi,

una foresta di simboli che l’uomo

attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano

tendono a un’unità profonda e buia

grande come le tenebre o la luce

i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d’un bambino,

vellutati come l’oboe e verdi come i prati,

altri d’una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine – così

l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino

a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

 

Come nel manifesto estetico di Baudelaire, le corrispondenze sinestetiche prendono per mano Lucia Simone accompagnandola nel folto del bosco misterioso della sua mente.

Gli altri paradisi del suo lavoro sono dunque uno strumento di comunicazione verso il mondo esterno: ben più di un’evasione, sono un ragionamento sulla coscienza e sull’inconscio, reso tangibile attraverso la forma estetica, offerto con generosità allo sguardo del pubblico. Ma sono anche una riflessione sulla precarietà dell’esistenza umana e sull’impatto che l’Uomo ha sul proprio ambiente.

Un lavoro lento e meticoloso che si colloca nel movimento della Post-Internet Art, la produzione artistica dei nativi digitali – che ha preso forma a partire dagli USA alla fine degli anni Novanta – realizzata anche attraverso l’appropriazione dell’infinita quantità di immagini rese disponibili liberamente sul web affinché possano essere cambiate, manipolate nella forma e nel significato, distorte che criticamente: una messe di sollecitazioni visive alla quale gli artisti possono attingere per creare storie e immagini sempre nuove.

Partendo da collages fotografici rielaborati digitalmente e da interventi pittorici, Lucia Simone ricostruisce le visioni, segno dopo segno, mettendo in scena l’archetipo immaginativo della visione dell’Eden.

I suoi giardini sono misteriosi, sospesi, brulicanti di segni e di magia, a volte oscuri e umidi come una selva da cui non sappiamo – e non vogliamo – ritrarci.

Un secolo fa André Breton pubblicava il Manifesto del Surrealismo, un veleno e una malìa che ci sono entrati nella pelle e di cui non vogliamo liberarci: Lucia Simone, a distanza di cent’anni, mette in scena quella verità della presunta follia, unica possibile sincerità dello spirito umano. (p.f.)

 

LUCIA SIMONE: più info QUI 

 INFO PRATICHE 

Lucia Simone

Altri paradisi

23 ottobre-16 settembre 2024

A cura di Penelope Filacchione

Art Sharing Roma

Via Giulio Tarra 64 – 00151

Opening 23 ottobre ore 17-21

Orari mostra: da martedì a sabato ore 17-20. Altri orari su appuntamento.

INGRESSO LIBERO

Contatti: artsharing.roma@gmail.com | 338-9409180

Ufficio stampa: ufficiostampa@artsharingroma.it

 Rome Art Week

Scarica il comunicato stampa

Scarica l’immagine

  NB tutte le immagini sono di proprietà degli autori e protette da copyright: ogni uso non autorizzato sarà perseguito a norma di legge.

Ulteriori info per partecipare alle nostre attività si trovano QUI

Tutte le nostre attività si svolgono nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.