MEDIOEVO PLURALE – CORSO DI STORIA MEDIEVALE IN 14 APPUNTAMENTI

da | Ago 31, 2021 | 0 commenti

MEDIOEVO PLURALE – CORSO DI STORIA MEDIEVALE IN 14 APPUNTAMENTI

Con Penelope Filacchione

 Perché plurale? Perché il Medioevo ha così tante diverse prospettive che usarlo al singolare – o addirittura in senso dispregiativo – non rende la ricchezza e la bellezza di questi mille anni che hanno portato dal mondo antico all’età moderna. Un periodo che tradizionalmente va dal 476 d.C. con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente al 1492, anno della scoperta dell’America (e non solo).

La definizione, intesa come media aetas tra l’età romana e il presente, nasce nel XV secolo in ambito umanistico: il mondo aspettava quella “rinascita” che diede il nome all’epoca successiva. Se poi il termine è diventato sinonimo di imbarbarimento, già nell’Ottocento romantico si iniziò a guardare queso lungo periodo come qualcosa di più: il periodo in cui l’Occidente Cristiano ricostruiva sé stesso, senza rinnegare il passato, ma fondandosi su nuovi presupposti e nuove dinamiche politiche e sociali.

Quattordici appuntamenti in tripla modalità: a mercoledì alterni ore 17.00-19.00 in presenza in galleria o in diretta sul web. Le registrazioni saranno poi consultabili via web H24 per tutto il tempo che si vorrà.

Quota di partecipazione intero corso 205 Euro (195 nel caso di più corsi). Una lezione 16 Euro. Riservato ai soci.

Se non ricordi come associarti clicca QUI

 Info e iscrizioni: artsharing.roma@gmail.com 338-9409180  392-2309098

La partecipazione al 70% delle ore dà il diritto all’attestato di frequenza UNIEDA per l’Educazione permanente degli adulti.

[Immagine: Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buongoverno, affresco, 1338-39 – Siena Palazzo Pubblico]

 

  • 1 – 20 Ottobre 2021 –  Il tempo di mezzo della cristianità, il tempo di mezzo della storia.

I limiti storici e geografici del nostro medioevo. Il “potere necessario” della Chiesa si sostituisce all’assenza dell’impero fino a portare la nascita di un nuovo regno, basato su un’unità di fede anziché territoriale. Ma chi sono gli ‘uomini medievali’? Come percepiscono le istituzioni, il tempo e lo spazio i cui si muovono?

 

  • 2 – 3 Novembre 2021 – Longobardi in Italia.

Il primo regno straniero sul suolo italiano: chi sono, da dove vengono e come sono arrivati questi uomini dell’est? Come si integrano e come gestiscono la loro presenza in territori che avevano già la loro struttura e la loro organizzazione sociale? Avvenimenti storici, sociali e artistici che si legano a questo popolo singolare, vissuto a lungo sul Danubio, ai confini dell’impero, poi rapidamente dilagato in ducati da nord a sud della penisola.

 

  • 3 – 17 Novembre 2021 – L’Islam

Henri Pirenne scrisse un libro  molto audace, intitolato Maometto e Carlo Magno e pubblicato postumo nel 1937: con tutta l’umanità dello storico seppe leggere oltre le barriere per cercare di capire quanta “Europa mediterranea” sia derivata dalla nascita dell’Islam. Nonostante quanto si possa credere, l’incontro con l’Islam non è sempre stato negativo. Interessi commerciali, scambi culturali, differenze e tangenze religiose, hanno condizionato in positivo e in negativo la storia dell’Europa medievale.

 

  • 4 – 1 Dicembre 2021 – Da Roncisvalle a Roma. Nasce il Sacro Romano Impero

Orlando sente che la morte lo invade,

dalla testa al cuore gli discende.

Sotto un pino se ne va correndo,

sull’erba verde s’è coricato prono,

sotto di sé mette la spada e il corno.

Ha rivolto il capo verso la pagana gente:

l’ha fatto perché in verità desidera

che Carlo dica a tutta la sua gente

che da vincitore è morto il nobile conte

Così la Chanson de Roland (IX secolo) racconta la morte del paladino Orlando che ha difeso strenuamente il passo di Roncisvalle sui Pirenei avvertendo i suoi compagni della trappola che li attende: è il 778 e Carlo Magno, re dei Franchi da dieci anni, si qualifica come il difensore della cristianità contro i Mori di Spagna. Da qui inizia una ascesa e una serie di trattative che porteranno papa Leone III a incoronarlo imperatore del neonato Sacro Romano Impero la notte di Natale dell’anno 800 nella basilica di san Pietro. Non è solo l’inizio di un nuovo regno, ma anche quello di una nuova storia per l’Italia e la prima vera definizione del ruolo e della consistenza materiale e spirituale di quello che sarà lo Stato Pontificio.

 

  • 5 – 1 Dicembre 2021 – Mille e dintorni

La dinastia Carolingia si esaurisce, ma non l’impero, che si colloca tra le attuali Francia e Germania: seguono altre famiglie, di cui le più famose sono quella degli Ottoni e poi degli Hohenstaufen di Svezia: da loro discese Federico Barbarossa e poi Federico II di Svevia. Intanto le cose complicano: quel regno senza esercito che era lo Stato Pontificio aveva un ascendente fortissimo sulle politiche locali, finchè non si giunse al punto di rottura della Lotta delle Investiture.

 

  • 6 – 12 Gennaio 2022 – La terra degli Angli e dei Sassoni.

Angli sunt? Angeli fiant!’ (Sono Angli? Fate che siano angeli) Così avrebbe detto papa Gregorio Magno alla missione benedettina in partenza per l’antica Britannia romana nel 596. Sassoni, Angli e Juti erano popoli sassoni che invasero l’isola cacciando i precedenti Bretoni. A loro volta furono poi scacciati dai Danesi intorno all’anno Mille – ricordate Shakespeare? C’è del marcio in Danimarca! – ma poi di nuovo l’isola fu conquistata dai Normanni e infine fu unita con Enrico II al regno angioino in Francia. Si impose un sistema statale ‘straniero’ sempre mal digerito dai nobili locali, ma che diede un certo ordine al territorio. Durante le crociate lo scontro tra i due fratelli Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra portò a un evento epocale: la firma della Magna Charta nel 1215, che imponeva grandi limitazioni al potere del Re e stabiliva i doveri dei nobili, su imposizione dell’Arcivescovo di Canterbury. Ancora oggi questo documento – nella sua versione di fine Duecento – costituisce la base primaria della monarchia britannica. Lo scontro tra Francia e Inghilterra si concluse solo con la Guerra dei Cent’anni alla metà del XV secolo per poi generare un altro scontro dinastico, tra Lancaster e York. Una carrellata in una storia bellissima per avvicinarci almeno un po’ a quella parte di mondo oltre la Manica che ebbe tanta importanza anche sulla nascita del moderno regno di Francia.

 

  • 7 – 26 gennaio 2022 – La Francia dei Capetingi

Nel 987, alla morte di Luigi IV, ultimo re carolingio, prese la corona di Francia Ugo Capeto: iniziò così la dinastia che diede alla Francia l’assetto territoriale che la portò verso l’età moderna. La corte era ancora girovaga, ma Parigi iniziava a diventare la sede principale dei re anche perché Ugo Capeto era proprio il duca della zona di Parigi: qui nacque l’Università, qui nacque il principale castello che poi divenne il Louvre, qui si iniziò a pensare la legge come una attività da giuristi, con una indipendenza rispetto al potere del re. Con i Capetingi anche la Francia, come l’Inghilterra, prende un ordinamento che la porterà verso la costituzione di un vero Stato Nazionale entro il XIV secolo: sotto la loro guida nacquero la Cattedrale di Notre Dame de Paris, la Sainte Chapelle e soprattutto la chiesa di Saint Denis, sede della tombe dei Re di Francia, grandi capolavori dello stile gotico francese.

 

  • 8 – 9 febbraio 2022 – Le crociate

Nel 1095 papa Urbano II al Concilio di Clermond (in Francia, ducato d’Aquitania imparentata con l’Inghilterra) sollecita i regni europei alla riconquista della Terra Santa: parte nel 1096 dal porto di Bari la prima grande crociata della storia. Seguirono la seconda (1147), la terza (1189), la quarta (1198) e così via fino alla nona e ultima, quando Edoardo I d’Inghilterra partì per soccorrere inutilmente Luigi IX il Santo, ormai già morto. In questa occasione si affaccia alla storia Carlo d’Angiò, Re di Sicilia poi cacciato dall’isola in occasione dei Vespri Siciliani nel 1282.  Durante questi due secoli cambiano sia le relazioni con l’Islam, sia le distribuzioni territoriali e gli equilibri europei: le crociate sono, non di rado, l’occasione per fondare nuovi regni in zone lontane, controllare rotte commerciali, ma anche per destabilizzare l’Impero d’Oriente mettendo sotto assedio la stessa Costantinopoli e tenendo il controllo delle isole di Cipro, Creta e Malta.

 

  • 9 – 23 febbraio 2022 – L’Italia dei Comuni

Contrariamente a quanto si crede, l’Anno Mille non fu il momento della grande depressione, ma quello del rilancio: l’incremento demografico e una serie di congiunture a livello dei regni europei (in particolar modo con i cambi dinastici), portarono alla nascita di alcune autonomie locali che furono appunto i Comuni. Fondati su un sistema di autogoverno che sceglie i suoi rappresentanti nella borghesia (abitanti del borgo, cittadini produttivi) si sganciano dal contado e dal sistema feudale e cercano l’indipendenza anche dai diversi re che si susseguono nelle regioni: orientati politicamente più verso la Chiesa o verso l’Impero, hanno i loro interessi via terra (Siena, Firenze, Milano etc.) oppure via mare (con le Repubbliche marinare di Amalfi, Venezia, Genova, Ancona, Pisa e per brevi periodi anche Gaeta e Napoli prima del controllo angioino).

Tra il Mille e il 1348 segnano di fatto la nascita di un tessuto abitativo sul suolo italiano che ricongiunge strade, ripensa porti, usa tutte le reti di comunicazione di qua e di là delle Alpi. La peste blocca per un paio di generazioni questo sviluppo, ma alla fine del Quattrocento molti di questi comuni sono diventati sedi di signorie che – come i Medici a Firenze, i Malatesta a Rimini, i Visconti a Milano etc. – saranno il luogo di sviluppo del Rinascimento. I Comuni si distinguono per alcuni tratti specifici: il palazzo comunale che dialoga con la cattedrale, le mura, le porte, la divisione tra abitato e contado, la loggia dei mercanti e così via. Saranno i principali committenti laici in Italia (e non solo) dando vita a uno stile artistico formalmente sobrio, solido, specchio della solidità di intenti dell’amministrazione borghese.

 

  • 10 – 9 marzo 2022 – Gli ordini mendicanti

La crisi del potere della Chiesa, messo in discussione durate la cosiddetta ‘Lotta per le investiture’ (Enrico IV e Gregorio VII, risoltasi con la penitenza dell’imperatore a Canossa nel 1077) ebbe in realtà un’onda lunga: tra la nascita dei Comuni, il bisogno di liberarsi del giogo feudale, il disconoscimento del potere assoluto della Chiesa sulla vita degli uomini, presero piede un po’ ovunque molti predicatori che, in diversi casi, portarono anche delle ‘eresie’, idee difformi sul valore della Chiesa rispetto a Dio e ai destini degli uomini. La Chiesa dovette fare i conti con i predicatori e riconoscere in qualche modo il ruolo di quelli più ortodossi, come Francesco d’Assisi e Domenico Guzmán, che potevano fare da mediatori tra le esigenze del popolo e quelle della Chiesa stessa. Furono così riconosciuti questi nuovi ordini, il cui ruolo sarebbe stato poi così importante per i paesi cattolici: se Francesco fu infatti il principale intermediario con i sultani in Terra Santa (il feroce Saladino!) ai Domenicani fu affidata l’Inquisizione per l’ortodossia della fede cattolica ed ebbero un ruolo fondamentale per i secoli a venire.

 

  • 11 – 23 Marzo 2022 – I Normanni e il regno di Sicilia fino a Federico II di Svevia

Esattamente nello stesso 1077 in cui Enrico IV faceva penitenza, il duca normanno Roberto il Guiscardo scalzava da Salerno l’ultimo duca longobardo: i Normanni erano sul suolo italiano già dalla fine del IX secolo come abili soldati, ma proprio negli anni in cui il papato era stretto tra il confronto serrato con l’Impero d’Occidente e nella necessità di liberarsi delle mire dell’Impero d’Oriente ancora presente in Sicilia, aveva concesso ai Normanni di conquistare e controllare l’Italia meridionale. Nel 1061 Ruggero d’Altavilla, fratello di Roberto, entrava a Messina e sottraeva l’Isola agli arabi e ai greci d’oriente.  Mai però i papi avrebbero immaginato la nascita di un nuovo regno sulla porta di casa: nel 1084 Roberto il Guiscardo fu chiamato a difendere Roma dalle truppe tedesche di Enrico IV, ma chiese in cambio la corona. Il papa tentennò, Roma fu messa a ferro e fuoco e la corona fu concessa.

Ci vollero però ancora cinquant’anni di guerre e trattative per arrivare a una vera incoronazione: fu quella di Ruggero II d’Altavilla, nella cattedrale di Palermo, avvenuta nel 1130. Ne nacque un regno singolare e multiculturale, che univa gli interessi del Nord Europa a quelli del Mediterraneo, scavalcando letteralmente l’Italia centrale e il papato. Quando nel 1194 nacque Federico II di Svevia da Costanza d’Altavilla e dall’imperatore Enrico IV di Svevia le cose avrebbero potuto mettersi davvero male: la madre lo affidò all’educazione del papa stesso – che brigò molto in tal senso – per evitare ad ogni costo che la corona imperiale fosse unita a quella di Sicilia stringendo il papato in una morsa impossibile da fronteggiare. Vedremo poi come andarono le cose….

 

  • 12 – 6 Aprile 2022 – Gli Angioini in Italia meridionale

Tra il 1266 e il 1282 gli Angioini (francesi dall’Anjou) controllarono la Sicilia tolta agli eredi di Federico II di Svevia, ma ne furono cacciati dai nobili locali per i loro soprusi: dopo i Vespri Siciliani – la rivolta di Palermo e di tutta l’isola il lunedì di Pasqua – gli Angiò trasferirono a Napoli la loro capitale. La tennero per circa un secolo e mezzo facendone una città splendida e all’avanguardia, uno dei più importanti porti del Mediterraneo. Tra i suoi regnanti due donne: Giovanna I, ultima vera erede d’Angiò e fatta spodestare da suo cugino  Carlo che la fa assassinare nel 1382 e poi Giovanna II Angiò-Durazzo, passata alla storia come “La pazza”, alla cui morte nel 1435 si estinse definitivamente la dinastia.

 

  • 13 – 20 Aprile 2022 – Il Giubileo dei 1300

Non serve molto per introdurre questo evento: una serie di congiunture politiche consiglia Bonifacio VIII Caetani di dare nuovo lustro all’importante morale e spirituale della Chiesa, ponendola sopra gli stati nazionali che ormai si stanno formando in tutta Europa. Nasce così il Giubileo, come atto sì di remissione dei peccati, ma soprattutto come ultimo estremo atto di auto affermazione della Chiesa medievale che, dopo esattamente mille anni, vedeva vacillare la propria presenza altrimenti indiscussa.

 

  • 14 – 4 maggio 2022 – Il Medioevo nell’Arte: Romanico, cistercense, Gotico ‘flamboyant’.

Architettura, pittura e scultura, connesse fra loro in una visione unica, sono l’espressione tangibile di ciò che oggi resta del Medioevo. Dalle miniature alle cattedrali e ai monasteri, le abbazie, diverso fu il fare artistico nel raccontare le questioni politiche e sociali. Ancora diversa l’arte dei Comuni, che era di committenza laica e borghese. Una passeggiata nel tempo e nello spazio per ritrovare le varie espressioni, le novità e le continuità inattese perfino con l’arte classica greca e romana.