Mostra Munch a Palazzo Bonaparte – Visite guidate

da | Gen 12, 2025 | 0 commenti

Visite guidate alla mostra “Munch – Il grido interiore”, a Palazzo Bonaparte. Nuovi appuntamenti giovedì 3 aprile e sabato 5 aprile

 Con Penelope Filacchione.

«Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori e io sarò dentro di loro: questa è l’eternità»

 Edvard Munch

Tutti conosciamo Edward Munch (Løten, 1863 – Oslo, 1944) per il famosissimo URLO, di cui esistono numerose versioni in tante tecniche diverse, ma la storia di questo artista è molto più lunga e complessa e l’Urlo(1893) costituisce quella che potremmo definire una presa di coscienza, ma anche un punto di partenza per una pittura diversa che vira verso l’espressionismo. Non è casuale che Van Gogh fosse morto sol tre anni prima, lasciando alcuni dei suoi ultimi dipinti che – scoperti dopo una quindicina danni – ebbero la stessa portata sugli espressionisti europei. Munch potè vedere i lavori di Van Gogh, di Toulouse Lautrec e di Gauguen nel 1889-1890 durante un soggoorno a Parigi, esattamente nell’anno in cui moriva Van Gogh e in cui Gauguin organizzava il trasferimento a Tahiti.

Munch ebbe un’infanzia complessa e sfortunata, che passò per la morte della madre quando aveva solo 5 anni, per la morte di alcuni fratelli e sorelle, per la pazzia di una delle sorelle e per la forte depressione del padre. Spesso assente da scuola, ebbe una formazione discontinua e singolare, anche per via della parentela con un artista e della precoce frequentazione dei circoli bohemien e filosofici di Christiania (l’attuale Oslo).

Una realtà culturale per noi poco nota, lontana nel tempo e nello spazio, ma importante per la circolazione di quelle idee che affondano nella psicologia e poi nella psicoanalisi: basti pensare che Ibsen stesso era norvegese – di una generazione precedente a Munch – e i suoi drammi più famosi come Casa di Bambola o Hedda Gabler coincidono proprio con gli anni dell’adolescenza inquieta e poi della maturità artistica di Much, esattamente nella stessa città.

 Munch giunse così a mettere in opera quella che chiamavano “pittura dell’anima”. Aveva frequentato inizialmente una scuola tecnica dove si era appassionato alla prospettiva, poi corsi di pittura di carattere accademico, imparando l’uso del disegno e del colore secondo la tradizione, ma alla fine prevalse in lui la trasformazione dello spazio secondo un punto di vista del tutto personale, dove l’esperienza individuale trasforma visivamente tutto ciò che c’è intorno, deformando anche la rappresentazione grafica dello spazio, esattamente come la nostra esperienza di vita modifica la percezione che abbiamo del nostro contesto.

Il colore e il segno, non portati accademicamente ma usati in senso espressivo, diventano per Munch lo strumento per rappresentare la sua visione anche incantata dalla potenza del mondo, a volte stupita, a tratti cupa. Le mostre che lui ebbe modo di organizzare a Berlino già negli ultimissimi anni dell’Ottocento provocarono enorme scalpore, polemiche e una vera e propria deflagrazione nel mondo dell’arte che scopriva così le potenzialità dell’Espressionismo, che sarebbe nato in Germania proprio attorno al 1905.

La mostra, che arriva a Roma da Palazzo Reale a Milano in occasione degli 80 anni dalla morte dell’artista, presenta 100 opere tra le quali una versione in incisione dell’Urlo, ma anche alcuni capolavori come Malinconia (1900-1901), Danza sulla spiaggia (1904) La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922-1924), Le ragazze sul ponte (1927). Scopriremo come proprio nell’età più matura Munch, afflitto da problemi psicologici e dall’alcolismo, abbia trovato requie nella vita in campagna, che rappresenta spesso anche facendo posare il suo cavallo Rosseau ( sì, il nome del filosofo!). Con l’occupazione nazista della Norvegia del 1940  il lavoro di Munch fu messo all’indice come arte degenerata e destinato alla distruzione: questo fu un altro momento cruciale dell’esistenza dell’anziano artista, disperato nel temere la perdita di tutto il lavoro di una vita. Morì nel 1944 proprio il giorno dopo aver compiuto 80 anni, senza sapere che la maggior parte del suo lavoro si era invece salvata attraverso gli acquisti di collezionisti privati. Nel 2012 una delle versioni dell’Urlo è stata battura dalla casa d’aste Sotheby’s per 119,9 milioni di sterline, classificandosi come una delle opere d’arte più costose del mondo.

[Immagine, Ragazze sul ponte, 1924, Wikimedia Commons]

INFO PRATICHE 

Munch – L’urlo interiore, Palazzo Bonaparte,  piazza Venezia 5

  • Giovedì 3 aprile, ore 17.30 (appuntamento ore 17.00). Biglietti: 18,50 euro inclusa prevendita,  da far pervenire tassativamente entro il 15 marzo. Prenotazione obbligatoria artsharing.roma@gmail.com oppure WhatsApp 338-9409180 vi daremo le coordinate bancarie per il versamento.

    • Visita guidata: Visita guidata 10€ Soci, 12€ Ospiti incluso noleggio radio

  • Sabato 5 aprile, ore 14.30 (appuntamento ore 14.00). Biglietti: 18,50 euro inclusa prevendita,  da far pervenire tassativamente entro il 15 marzo. Prenotazione obbligatoria artsharing.roma@gmail.com oppure WhatsApp 338-9409180 vi daremo le coordinate bancarie per il versamento.

Tutto su prenotazione obbligatoria artsharing.roma@gmail.com oppure WhatsApp 338-9409180

 Ulteriori info per partecipare alle nostre attività si trovano QUI

Tutte le nostre attività si svolgono nel rispetto delle norme vigenti in termini di salute e sicurezza.