Roma sopra e sotto. Sulle tracce del teatro di Pompeo attorno a Campo de’ Fiori. Visita guidata, 15 novembre 2025

Una passeggiata nell’area di Campo de’ Fiori per scoprire le tracce del Teatro di Pompeo. Con Maria Rosa Patti, archeologa e guida turistica.
Quando pensiamo “archeologia” d’istinto immaginiamo a qualcosa di sotterraneo, umido e polveroso. L’archeologia la immaginiamo sotto ai nostri piedi, non pensiamo certo di girare in mezzo alle rovine mentre attraversiamo la città. E invece, per alcune curiose circostanze, è proprio quello che ci succede passeggiando attorno a Campo de’ Fiori: l’archeologia è sì sotto ai nostri piedi, ma anche nelle strade che percorriamo e perfino alzando gli occhi molto in alto.
Durante il I secolo a.C., tra l’epoca di Cesare e quella di Augusto, Roma si trasformò in una città moderna: qualcuno aveva anche da ridire, richiamando i castigati costumi degli avi, ma i cantieri procedevano spediti. In poco più di un secolo nacque quello che viene chiamato il quartiere dei teatri, che andava dalla sponda del Tevere a piazza Navona. Il più antico era proprio il Teatro di Pompeo, che si estendeva tra cavea semicircolare e portici fino a Largo Argentina, proprio dove ora si trova – continuità della storia! – il moderno Teatro Argentina.
Pompeo era console quando nel 61 a.C. ne commissionò la costruzione: di lì a poco avrebbe stipulato con Marco Licinio Crasso e Giulio Cesare quell’accordo segreto passato alla storia come “primo triumvirato”.
L’edificio, come dicevamo, era il primo teatro stabile di Roma, dato che l’abitudine repubblicana era di costruirne di legno da utilizzare durante le feste religiose, che poi avrebbero dovuto essere smontati (anche se non sempre accadeva): l’idea tradizionale romana era infatti che gli spettacoli teatrali dovessero coincidere con particolari momenti dell’anno consacrati agli dei. E, in effetti, consacrato a una dea era anche il teatro di Pompeo: l’intera gradinata delle sedute era dominata infatti dalla cella del tempio di Venere Vincitrice, tanto che la sensazione era proprio quella che la struttura in realtà fosse anche un luogo sacro.
I portici dovevano essere bellissimi: Ovidio cita il luogo nella sua Ars Amatoria, perché – contrariamente a quanto si crede – il teatro era uno dei pochi luoghi pubblici a Roma dove un uomo e una donna potevano avere un contatto promiscuo. Sulle scomode gradinate, ad esempio, l’uomo poteva porsi alle spalle dell’amata e fare da schienale con le proprie ginocchia. Ma, ovviamente, era proprio il portico con i suoi boschetti il luogo prediletto degli amanti: non era strano assentarsi un po’, stante la lunghezza degli spettacoli, quindi i cespugli e gli alberi del bosco nel portico costituivano il giusto nascondiglio per gli amanti clandestini. E, d’altra parte, tutto il luogo era dedicato a Venere (Afrodite se preferite) moglie di Vulcano, ma amante ufficiale di Marte!
In realtà il luogo è passato alla storia anche per l’omicidio di Cesare, dato che proprio in una delle sale del portico si riunì il senato il 15 marzo del 44 a.C.: i congiurati aspettavano Cesare dietro a una statua e lo accoltellarono dando il via a una delle più grandi rivoluzioni politiche della storia occidentale.
Nonostante ciò, il teatro, più volte restaurato, restò in funzione fino alla chiusura ufficiale del V secolo d.C.: cosa fare allora di questa imponente struttura?
Pian piano fu popolata di attività diverse, finché un quartiere medievale e rinascimentale non ne occupò l’intera superficie, ma rimase interrato solo per pochi metri. E’ così che oggi le strade intorno a Campo de’ Fiori non solo ne ricalcano la forma, ma moltissime botteghe e trattorie della zona ne occupano gli ambienti sia a livello strada, sia al livello delle cantine. Per non dire del tempio di Venere: trasformato un un delizioso attico, ancora svetta sulla piazza proprio in cima al Cinema Farnese. Alzando lo sguardo ci rendiamo conto così dell’imponenza della struttura, nella quale ancora ci muoviamo e – da sotto a sopra – come dice il titolo, Roma ci racconta la continuità della sua storia. La nostra passeggiata, con l’archeologa e guida turistica Maria Rosa Patti, ci porta proprio a scoprire vicoli, piazze, passaggi e sotterranei sulle tracce di questo bellissimo edificio antico.
INFO PRATICHE
Sabato 15 novembre 2025 ore 10.30
Prenotazione obbligatoria giovedì 13 novembre .
nessun biglietto d’ingresso.
MAX 25 posti.
Quota di partecipazione visita guidata 10€ Soci, (12€ Ospiti una tantum), incluso noleggio radio se necessarie. Le nostre attività si rivolgono ai soci
Tutto su prenotazione obbligatoria artsharing.roma@gmail.com oppure WhatsApp 338-9409180
Ulteriori info per partecipare alle nostre attività si trovano QUI
Tutte le nostre attività si svolgono nel rispetto delle norme vigenti in termini di salute e sicurezza.