STORIA D’ARTISTA. Elettra Ciprani a la sua ceramica

STORIA D’ARTISTA: Elettra Cipriani e l’arte della sua ceramica
di Costanza Pozza
Al civico 20 D, di via Laura Mantegazza, Monteverde, ho avuto il piacere di essere stata guidata in un curioso viaggio nel tempo, alla scoperta del laboratorio dall’artista ceramista Elettra Cipriani, fondatrice dell’Associazione l’Albero di Terracotta.
Elettra ha iniziato a raccontarmi la sua storia partendo da un avvenimento cruciale per la sua carriera da ceramista: la mostra alla GNAMC, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Era il 2011 e Nino Caruso, promotore dell’arte ceramica in Italia, nonché suo grande maestro, curò una mostra insieme a Mariastella Margozzi, in cui esposero ceramisti emergenti e non, provenienti da tutta Italia. Un evento storicamente fondamentale per convalidare la ceramica come vera arte e non solo artigianato.
L’opera allora esposta da Elettra, oggi fissata in alto nel suo studio, mi ha subito colpita per la sua maestosa semplicità. È infatti questa la caratteristica principale della sua arte: la sobrietà delle linee pulite e rigorose, anche nelle forme più morbide.
Toscana di nascita, ma durante l’adolescenza, dopo un periodo nomade, si stabilisce a Roma definitivamente. Elettra studia al liceo artistico e si iscrive alla facoltà di architettura a Villa Giulia a Roma, ma in quegli anni di tumulti sociali e politici, decide di fermarsi con gli studi.
Nel 1978 le viene proposto di aprire un laboratorio di ceramica, e così, senza alcuna conoscenza del materiale, inizia il lavoro che la accompagnerà per tutta la vita.
““La mia formazione è sempre stata artistica, mi piace lavorare con le mani, inoltre vengo da una famiglia di musicisti: l’arte e la musica sono le basi del mio percorso.”
Una delle passioni di Elettra è il lavoro sui piatti: il piatto, come elemento che accompagna l’uomo da sempre, è prima di tutto una superficie circolare, simbolo del cerchio della vita e dell’universo.
“Sui miei piatti ci metto ci metto il mondo, uso materiali non ceramici su un supporto ceramico: vetro di murano, lastre di rame, altri metalli. Ci vogliono delle basi di chimica e molto studio per provare ad unire materiali così diversi e incompatibili, per renderli conciliabili. Sperimentazione e autoproduzione degli smalti sono la base del mio lavoro ceramico.”
Elettra lascia interagire gli ossidi per dare il colore alla ceramica e non sempre le cose vanno come previsto: grazie alla sua curiosità è sempre alla ricerca di nuovi legami e fusioni tra corpi materici differenti.
Tutto nelle sue opere ha un significato, un tema, spesso personale, intimo, ma anche il richiamo ai quattro elementi è ricorrente. Il nero è il protagonista dei piatti, ma anche i colori caratterizzano le sue creazioni.
Tutto parte da un’idea, una visione della creazione che verrà, ma il disegno non c’è, o meglio, è direttamente sulla materia, che può essere gres, porcellana o terracotta.
“Noi ceramisti ogni volta che facciamo un pezzo è come se fosse la prima volta, perché quando si apre il forno il risultato può essere inaspettato, è il fuoco che determina tutto”
Purtroppo, la ceramica – soprattutto nel nostro Paese – non viene sempre riconosciuta propriamente come arte e quindi i ceramisti, per sostenere le loro creazioni, devono creare anche oggetti di uso comune, come vasi e tazze, ma fare il ceramista non è solo questo. É molto di più ed Elettra mi ha fatto capire quanto comprare una tazza di produzione di massa dai grandi magazzini vada a stendere un velo scuro su queste realtà, che sono veramente fervide e ricchissime.
Si tratta di un’arte che richiede tempo, impegno fisico e tanta pazienza. Ogni pezzo è unico, nasce da un’idea ed è plasmato dalle stesse mani dell’artista.
Quella di Elettra è un’esperienza di cinquant’anni: lavora nella produzione semi industriale in serie, espone a fiere, lavora per grandi magazzini arabi, affronta un paio di crisi economiche mondiali, si dà all’insegnamento dell’arte della ceramica e apre tre laboratori, tutto questo con una formazione prevalentemente da autodidatta e qualche prezioso consiglio dei maestri del come Nino Caruso. Leoncillo e Fontana sono stati invece i suoi ispiratori, e si vede!
Mi ha stupita la sua volontà di condivisione, di apertura nei confronti degli artisti, una caratteristica difficile oggi da ritrovare, soprattutto nel panorama artistico italiano, spesso ancora molto chiuso.
Grazie Elettra, è stato un viaggio speciale!
INFO PRATICHE
L’Albero di Terracotta è il nome del laboratorio di Elettra Cipriani e lo trovate in via Laura Mantegazza, 20d. Questo è il suo sito web mentre QUESTO è il suo profilo Instagram
Costanza Pozza
Costanza Pozza ha una laurea triennale in Economia e gestione delle attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha collaborato con Masterpieces Group, The Art management Company e collabora come articolista con Artes News con recensioni di mostre e spettacoli. Attualmente sta completando il proprio ciclo di studi presso l’Università La Sapienza.
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